Presto per dichiarare sconfitta la pandemia

Il ritorno alla normalità si pensava possibile in estate, tuttavia, alcuni esperti respingono tale possibilità. “Ho detto molte volte che siamo vicini alla fine della pandemia, ma non ancora fuori”, afferma l’immunologo e microbiologo dell’istituto specialistico veterinario di Kraljevo, Milanko Sekler.

“Un numero basso di ricoverati e morti è certamente un buon segno, ma non è la fine della pandemia. Non direi che la fine è più vicina, è impossibile che la situazione si risolva parzialmente e isolatamente. Quando c’è il libero flusso di persone, merci, nessuno può risolvere il problema da solo”.

Il vaccino ha contribuito all’attuale situazione favorevole, afferma, ma anche la stagionalità del virus.

“Nel nostro Paese la vaccinazione ha fatto il suo, ma anche la stagionalità del virus; la migliore indicazione è l’esempio dei Paesi che hanno un minor numero di vaccinati rispetto alla Serbia ma comunque un drastico calo di malati: la Macedonia, che ha 5 volte meno vaccinati della Serbia e ha una situazione epidemiologica molto simile, e la Bosnia”.

Secondo Sekler, molte persone sono di più all’aperto, mentre al chiuso resiste una popolazione più giovane che è meno a rischio.

“Le alte temperature, le persone che trascorrono del tempo all’esterno; molti preferiscono sedersi in giardino e a casa per lo più ci sono i giovani sottoposti a meno rischi: tutto crea l’illusione che il virus sia stato sconfitto”.

La Slovenia comunque, il 14 giugno dove ha registrato 24 nuovi casi su 1023 testati, ha dichiarato la fine della pandemia anche se alcune misure sono rimaste in vigore. Portare una mascherina all’interno sarà comunque obbligatorio, insieme al rispetto delle distanze e a condizioni speciali per frequentare concerti e altri eventi, possibili solo con un test negativo o la prova di essere vaccinati.

https://www.novosti.rs/vesti/drustvo/1011339/kada-cemo-proglasiti-kraj-epidemije-srbiji-strucnjaci-kazu-pravu-sliku-imacemo-tek-jesen

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