Presidenziali: scontro interno al SNS tra Vucic e Nikolic

La decisione del Presidente serbo Tomislav Nikolic di candidarsi nuovamente alle prossime elezioni presidenziali ha profondamente sconvolto il Partito Progressista al governo (Serbian Progressive Party – SNS), che aveva in precedenza designato il suo leader, il Primo Ministro Aleksandar Vucic, come proprio candidato.

Vucic ha accettato la nomina martedì, e Nikolic ha annunciato la sua candidatura un giorno dopo: si tratta di decisioni che segnano il culmine di un clima di incertezza interno al SNS durato per mesi. Nel 2016 Nikolic aveva chiaramente dichiarato che sarebbe stato pronto a ricandidarsi, sperando nel sostegno del SNS, partito che ha guidato fino al momento della sua elezione a presidente nel 2012. A differenza di Nikolic, Vucic ha decisamente negato di avere alcuna intenzione di correre per la carica. Alla fine, Vucic ha cambiato parere, sostenendo di avere migliori possibilità, rispetto a Nikolic, di battere i candidati dell’opposizione. Il partito si trova quindi di fronte, ora, alla sua sfida più grande in anni.

Secondo quanto riportato dai media e da fonti interne alla presidenza serba, Nikolic sarebbe stato pronto a rinunciare alla sua offerta, ma avrebbe chiesto in cambio a Vucic le cariche di primo ministro e leader del partito. Nikolic ha dichiarato ieri di essere ancora disponibile ad “un accordo”, ma, secondo le fonti, Vucic “non è interessato”. L’attuale Primo Ministro, attualmente all’estero, ha sinora rifiutato di rilasciare qualsiasi commento.

Allo stesso tempo, i sostenitori di Vucic, tra cui ministri e partner della coalizione di governo, hanno condannando la scelta di Nikolic e rivolto un appello a Vucic affinchè non rinunci alla sua nomina. Il leader del Partito socialista di Serbia, il Ministro degli esteri Ivica Dacic, ha definito “vergognosa” la decisione del Presidente. L’Alta funzionaria del SNS e Ministra delle Costruzioni, Trasporti e Telecomunicazioni, Zorana Mihajlovic, l’ha invece definita “irresponsabile”.

Analisti vicini a Vucic sostengono che Nikolic abbia “pugnalato” il Primo Ministro alle spalle, mentre alcuni osservatori hanno puntato l’attenzione sul fatto che la prima carica dello Stato abbia affidato la comunicazione della sua decisione all’agenzia di stampa russa Sputnik. I buoni rapporti di Nikolic con il Cremlino sono ben noti, e tra l’altro, la mossa di Nikolic ha coinciso con il suo 65° compleanno, occasione in cui il presidente russo Vladimir Putin non ha mancato di inviargli i suoi auguri.

La nomina di Nikolic segna non solo la fine della sua alleanza con Vucic, ma anche una bizzarra coincidenza: Vucic, Nikolic e Vojislav Seselj, tre dei più noti ex o attuali leader all’interno Partito Progressista Serbo (SRS), un gruppo ultranazionalista che ha svolto un ruolo importante in Serbia da quando è stato fondato nel 1991, sono ora in campagna presidenziale. Nel 2007 Nikolic e Vucic si separarono da Seselj, che era leader del partito sin dalla sua fondazione, e fondarono il partito conservativo europeista SNS. E ora Nikolic ha rotto con Vucic.

Non è ancora chiaro quando le elezioni avranno luogo.

Maja Gojkovic, Presidente del parlamento, ha chiarito che ciò dipende dalla possibilità che vengano anche indette elezioni generali. In precedenza Vucic non aveva escluso tale possibilità, il SNS abbia conquistato la netta maggioranza in seguito alle elezioni del 2016. Allo stesso tempo, non si sa chi sarà il nuovo primo ministro; i membri del SNS che sostengono fortemente Vucic contro Nikolic sono certi che il loro leader diventerà il prossimo presidente del paese.

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