La visita del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa nei Paesi dei Balcani occidentali giunge in un momento in cui l’Unione europea torna a indicare l’allargamento come una delle proprie priorità e, secondo il politologo Vladimir Kljajić, rappresenterà un’opportunità per affrontare le questioni chiave nei rapporti tra la Serbia e l’Unione europea.
Secondo Kljajić, la visita di Costa costituisce un importante segnale politico e offrirà al Presidente serbo Aleksandar Vučić la possibilità di discutere con lui a porte chiuse delle questioni ancora aperte. “Considerando che Costa è noto come un politico pragmatico, è certo che si arriverà a qualche accordo prima del vertice di Tivat, al quale parteciperanno più di 40 delegazioni“, ha sottolineato Kljajić in un’intervista a Newsmax Balkans. A suo avviso, la Serbia si aspetta dall’UE progressi nel concetto di adesione graduale, vale a dire un’integrazione progressiva nei processi europei già prima dell’ottenimento della piena adesione. “Negli ambienti politici europei si parla sempre più frequentemente di un modello di integrazione graduale, soprattutto attraverso l’inclusione dei Paesi candidati nel mercato unico. Si tratta di una sorta di soluzione al lungo processo di ratifica dell’ingresso di nuovi Stati membri“, ha ricordato Kljajić.
Bruxelles vede Belgrado come un attore chiave della regione
Parlando dei benefici che un simile approccio potrebbe apportare alla Serbia, Kljajić sottolinea che la cooperazione economica con l’UE è già oggi di fondamentale importanza per l’economia nazionale. “La Serbia pone innanzitutto l’accento sull’integrazione economica, considerando che il 60 per cento delle nostre esportazioni è destinato ai Paesi dell’UE e che la maggior parte degli investimenti proviene proprio dall’Unione europea“, ha spiegato.
L’interlocutore di Newsmax Balkans ritiene che Bruxelles consideri Belgrado un attore chiave della regione e che, senza un coinvolgimento più attivo della Serbia, non sia possibile ottenere progressi significativi nel processo di integrazione dei Balcani occidentali. “L’Europa, ovvero Bruxelles, vede Belgrado come un punto di riferimento dei Balcani occidentali e ritiene che senza la Serbia non possano esserci progressi tra i Paesi della regione. Per questo motivo è estremamente importante integrarla“, sostiene il politologo.
La guerra in Ucraina ha cambiato le priorità dell’UE
Alla domanda su quanto la guerra in Ucraina abbia influenzato l’approccio dell’UE verso i Balcani occidentali, Kljajić ritiene che le circostanze geopolitiche abbiano modificato in modo significativo la strategia di Bruxelles. “Lo vediamo anche attraverso il Piano di crescita, che mette a disposizione sei miliardi di euro per i Paesi dei Balcani occidentali, di cui due miliardi sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto“, ha evidenziato Kljajić durante la trasmissione Presek. Il politologo ha spiegato che la quota maggiore di tali fondi è destinata proprio alla Serbia e che l’UE ha dimostrato la propria disponibilità a sostenere finanziariamente le riforme nella regione. “Nel gennaio di quest’anno la Serbia ha ricevuto 50 milioni di euro, il che dimostra chiaramente che i fondi europei sono pronti a essere erogati. Naturalmente, le riforme devono essere attuate: si tratta dello Stato di diritto, dell’allineamento alla politica estera e di sicurezza comune e di altre questioni che Bruxelles pone come condizioni“, ha dichiarato l’interlocutore di Newsmax Balkans.
Ricordiamo che Costa, nel corso del suo tour regionale, visiterà tutti e sei i partner dei Balcani occidentali. Dopo le visite a Sarajevo, Skopje, Tirana e Pristina, arriverà a Belgrado il 4 giugno, mentre il giorno successivo parteciperà al vertice tra l’Unione europea e i Paesi dei Balcani occidentali a Tivat, dove sono attesi nuovi messaggi sul futuro del processo di allargamento.
(Newsmax Balkans, 01.06.2026)
https://newsmaxbalkans.com/info/politika/50251/kosta-u-beogradu-kljucna-pitanja-srbije-i-eu-na-stolu/vest
