In Serbia aumentano obesità, diabete e ipertensione

I dati preliminari mostrano un aumento dell’obesità e del consumo di sigarette e alcool. I mali che affliggono di più la popolazione sono pressione alta, presenza di grassi nel sangue, diabete e depressione.

I risultati sono il frutto di uno studio su campione statistico, realizzato nel 2013 dal Ministero della Salute con il sostegno della Banca Mondiale: i dati sono stati ottenuti attraverso questionari sottoposti a 15.999 membri di 6.500 nuclei familiari.

Rispetto all’ultima ricerca, risalente al 2006, il numero degli obesi è aumentato dal 17,3 al 22,1% della popolazione, mentre per i bambini si è passati dall’8,5 al 13,7%. Presentando i risultati dello studio, il Ministro della Salute Zlatibor Loncar ha commentato questi dati, sostenendo che “in futuro dobbiamo prestare grande attenzione alla risoluzione di questo problema di salute pubblica”, attraverso il rafforzamento delle misure di prevenzione e la promozione di stili di vita sani.

Oltre all’obesità, sono aumentati anche il consumo occasionale o continuo di alcoolici (dal 40 al 54%) e – seppur  di poco – quello quotidiano o occasionale di tabacco (dal 33 al 34,7%). Stando alle parole di Jasmina Grozdanov, responsabile della ricerca, quest’ultimo dato presenta una lieve crescita senza rilevanza statistica.

Tra i malesseri che colpiscono più spesso la popolazione serba, la primo posto c’è la pressione alta (della quale soffre il 47,5% delle persone), quindi l’eccessiva presenza di grassi nel sangue, il diabete e la depressione.

Nelle due settimane antecedenti la ricerca, il 43,4% della gente intervistata ha assunto medicine ordinate dal medico, mentre il 27% si è curato utilizzando farmaci (anche naturali) che non erano stati prescritti.

La Grozdanov ha dichiarato che la crescente consapevolezza dell’esistenza di molteplici fattori che influenzano la salute è un dato incoraggiante: stando alle sue parole, rispetto allo studio precedente emerge che ora più bambini consumano latte, frutta e verdura; l’attività fisica, invece, è rimasta al livello del 2006. “I bambini fanno attività fisica, ma – evidentemente – sono ancora molto sedentari, non consumano tutta l’energia che incorporano”, ha spiegato la ricercatrice.

Riguardo alla prevenzione dentale, risulta che il 31% della popolazione effettua controlli regolari presso dentisti privati, il 26,9% si affida alle cure pubbliche, mentre il resto della cittadinanza si reca dal dentista solo in caso di necessità.

(RTS, 18.07.2014)

 

 

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