Power su Siria e Milosevic: la reazione di Mosca

Mosca ha criticato l’Ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Samantha Power, in seguito alle dichiarazioni con cui stabiliva un paragone tra i funzionari statali siriani e l’ex presidente serbo Slobodan Milosevic.

La portavoce del Ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato Power di dimostrare ignoranza in merito agli argomenti oggetto delle sue dichiarazioni.

“Nessuno al mondo direbbe mai che il Presidente della Serbia Milosevic era una figura ambigua, nessuno lo ha mai affermato. Ma, mi perdoni, Samantha Power, ha una qualche idea di come si è svolto il processo contro Milosevic?”: queste le parole riportate dall’agenzia di stampa Beta con cui Zakharova avrebbe espresso il suo disappunto, ricordando che il citato processo presso il Tribunale dell’Aia non ha mai avuto una conclusione, e che il caso “è morto con lui”. La portavoce avrebbe poi incalzato: “sta cercando di dire che chi non soddisfa Washington vedrà la stessa sorte, e dovrà anche morire senza un verdetto?”.

Zakharova ha poi osservato che il rappresentante di un paese presso le Nazioni Unite “deve avere conoscenze elementari. Dopo queste dichiarazioni su Slobodan Milosevic e citando come esempio il caso contro di lui, Samantha Power è diventata oggetto di scherno in tutto il mondo”. La portavoce ha inoltre polemicamente consigliato al funzionario degli Stati Uniti “di riferire in primo luogo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Consiglio sulla sorte del centro di detenzione di Guantanamo, e solo dopo questo parlare a proposito di siriani, Russia, e Milosevic”.

Power è intervenuta presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 21 novembre, accusando 12 generali e colonnelli dell’esercito siriano di “uccidere civili e torturare gli oppositori”, e aggiungendo che il suo Paese “non permetterà che coloro i quali hanno ordinato crimini rimangano anonimi e protetti. Questi funzionari pensano di godere di protezione, come è avvenuto nel caso di Slobodan Milosevic, Charles Taylor, e molti altri criminali di guerra”.

In realtà, secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, nel corso del medesimo intervento l’Ambasciatrice USA non si è limitata a citare Milosevic, ma ha chiamato direttamente in causa le responsabilità del Cremlino nell’andamento delle operazioni in Siria fornendo dettagli a sostegno della tesi secondo cui la Russia e Assad sarebbero impegnati sul campo in una campagna di terrore: “tra il 13 e il 15 novembre, cinque ospedali in Siria sono stati colpiti. Cinque ospedali in due giorni. Successivamente raid aerei hanno colpito un altro ospedale ad Aleppo il 18 novembre, tutti gli ospedali in quella città sono ora fuori servizio a causa di attacchi da parte della Russia e del regime di Assad”. E riguardo alle dichiarazioni su Milosevic, e sull’impunità di cui godono gli ufficiali siriani, Power avrebbe dichiaratamente sostenuto che la causa di tale impunità risiede proprio nella posizione dominante che la Russia ha assunto nel contesto della regione. 

(b92, 24.11.2016)

http://www.b92.net/eng/news/world.php?yyyy=2016&mm=11&dd=24&nav_id=99783

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