Possono i media essere indipendenti pur essendo finanziati dal bilancio dello Stato?

Il servizio pubblico può riferire indipendentemente dall’influenza delle autorità esecutive, anche se una buona parte delle entrate totali viene ricavata dal bilancio? Gli esperti sono divisi rigardo a questo. Alcuni dicono che l’indipendenza del servizio pubblico non dipende dai soldi, altri stimano che in tali condizioni non esiste obiettività e indipendenza.

Seccondo Maja Divac, esperta in media, in un paese con un governo autoritario e con la sostanza democratica diradata, c’è solo una regola che deve essere rispettata quando si tratta del finanziamento dei media di servizio pubblico, e cioè che il finanziamento non deve provenire prevalentemente dal bilancio statale.

Lei stima che l’estensione del finanziamento di RTS, in parte dalle tasse e in parte a carico del bilancio, per i prossimi due anni, “coincida con il mantenimento delle prossime elezioni parlamentari regolari, prevista per il 2020. Con molta probabilità si tratta di una decisione politica, come è stato il caso dell’annulammento dell’abbonamento mensile o dell’introduzione della tassa relativamente bassa di 150 dinari.


A causa del basso canone, il funzionamento dei servizi pubblici dipende in modo critico dai soldi dal bilancio, che li rende vulnerabili ad eventuali impatti e a pressioni da parte di coloro che prendono decisioni sul bilancio dello Stato. Abolendo l’ex canone mensile di 500 dinari, sono state ridotte le già basse entrate annuali dei servizi di media pubblici”, stima Maja Divac.

Lo Stato ogni anno dal bilancio del Ministero della Cultura e dell’Informazione assegna quattro miliardi di dinari per i servizi di media pubblici, di cui 3,1 miliardi a RTS, e 900 milioni per la Radio Televisione di Vojvodina.

Sasa Mirkovic, docente presso la Facoltà di Media e Comunicazione, sottolinea che nelle entrate di RTS prevalgono le entrate fiscali con oltre il 50%. Ricorda inoltre che i servizi pubblici hanno restrizioni relativi agli annunci pubblicitari per sei minuti all’ora, mentre i canali commerciali hanno diritto a 12 minuti di pubblicità all’ora.

“Alcuni sono dell’opinione secondo cui è meglio che ogni servizio pubblico sia a pagamento mesile, come la BBC, e che solo in questo modo si possa garantire l’indipendenza. Ma non è caso solo nel nostro paese che i media siano a carico del bilancio pubblico, esiste anche in altri paesi, ma in questi paesi nessuno mette in discussione l’indipendenza e l’obiettività dei loro media. Penso che per l’indipendenza non sia cruciale da dove provengono i soldi, ma quali regolamenti sono applicati. Dal 2014 vi è in vigore la Legge sui servizi di media pubblici e con la sua applicazione l’indipendenza è garantita, e non dal denaro”, stima Mirkovic.

Negli ultimi cinque anni (escluso il 2018 per il quale non sono state ancora pubblicate relazioni finanziarie), RTS ha avuto il bilancio più alto nel 2014, ovvero 16,2 miliardi di dinari. Questo è stato anche l’ultimo anno in cui si è applicato il canone di abbonamento. Più tardi, questo canone è stato convertito in tassa che non ha l’elemento volontario e viene addebitata con la bolletta dell’energia elettrica.

Nel 2016 sono stati raccolti 4,2 miliardi di dinari per conto della tassa, mentre nel 2017 sono stati raccolti cinque miliardi di dinari. Da gennaio di quest’anno, la tassa è stata aumentata da 150 a 220 dinari.

Nel 2016 e nel 2017, RTS ha realizzato un profitto di 1,3 e 1,5 miliardi di dinari. Secondo il parere di un revisore indipendente, il fatto che alla fine del 2017 le passività a breve termine fossero superiori di 6 miliardi di dinari rispetto alle attività correnti, indica l’incertezza sulla capacità di RTS a continuare la propria attività.

Tuttavia, viene sollevata anche la questione dell’efficienza di RTS. Nel 2015, i salari erano il 30% dei costi totali, mentre nel 2017 i salari hanno raggiunto il 44% dei costi totali. Secondo il rapporto finanziario per gli stipendi, sono stati spesi 3,7 miliardi di dinari, quindi resulta che i sussidi statali non coprono nemmeno i salari.

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