Positiva relazione della CE sul cammino della Serbia verso l’UE

La Serbia attraverso alcuni progressi nel campo della giustizia, dei diritti fondamentali e nel campo della libertà, del diritto e della sicurezza, nonché grazie ai passi positivi nel proseguire il dialogo con Pristina, ha raggiunto un sostanziale equilibrio riguardo ai negoziati di adesione con l’UE, scrive la Commissione europea nella sua relazione sui progressi del Paese.

La Commissione Europea afferma che il governo della Serbia “ha mantenuto l’integrazione europea come suo obiettivo strategico”, e si danno valutazioni positive secondo tutti i criteri economici.

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Sebbene si stima che “alcune dichiarazioni di alti funzionari all’inizio della pandemia non fossero in linea con l’impegno strategico del Paese”, la Commissione conclude che “gli ultimi segnali che arrivano dalla Serbia sono positivi per l’UE”.

Le autorità serbe sono esortate a porre maggiormente l’accento verso la comunicazione oggettiva sull’UE definendolo come “il principale partner politico ed economico”.

Per quanto riguarda i criteri politici, la Commissione europea pensa che la Serbia abbia raggiunto un certo livello di preparazione per quanto riguarda il sistema giudiziario e la lotta alla corruzione e alla criminalità, ma anche che nell’ultimo anno siano stati compiuti “progressi limitati” in quelle aree.

Si afferma è stata implementata una strategia per i media, ma anche che la sua attuazione non è ancora iniziata e che non ci sono progressi sul miglioramento dell’atmosfera nel campo della libertà di espressione.

“Casi di intimidazione, minacce e violenza contro giornalisti continuano a destare preoccupazione”, afferma il rapporto della Commissione.

La Commissione afferma che la Serbia è “moderatamente preparata” nel campo della pubblica amministrazione, ma che non si registrano progressi nel ridurre il gran numero di funzionari di alto rango.

Le autorità serbe sono inoltre esortate ad affrontare “carenze elettorali di lunga data” attraverso un dialogo trasparente e inclusivo con i partiti politici e altre parti interessate in vista delle prossime elezioni.

Si afferma che nelle precedenti elezioni parlamentari e locali “sono state rispettate le libertà fondamentali”, ma che la scelta degli elettori è stata limitata “dal grande vantaggio del partito al governo e dalla promozione della sua politica nella maggior parte dei media”.

La Serbia ha ricevuto nuovamente valutazioni positive dalla Commissione Europea per quanto riguarda i criteri economici. Sono stati individuati progressi moderati e un buon livello di preparazione nello sviluppo di un’economia di mercato funzionante nel Paese.

“La pressione sui prezzi è stata contenuta così come le aspettative di inflazione. Riducendo il disavanzo di bilancio e mantenendo una posizione di bilancio prudente, la Serbia ha migliorato notevolmente la sostenibilità del proprio debito. Le prestazioni nel mercato del lavoro sono migliorate, con tassi di disoccupazione più bassi dell’ultimo decennio dovuti però anche a una grande emigrazione”, afferma il rapporto.

Il Paese è inoltre moderatamente pronto a far fronte alle pressioni concorrenziali e di mercato all’interno dell’UE.

“La struttura dell’economia è ulteriormente migliorata e l’integrazione economica con l’UE rimane elevata”, ha affermato la Commissione. Si aggiunge che gli investimenti continuano ad aumentare ma che l’istruzione e la formazione non soddisfano pienamente le esigenze del mercato del lavoro.

Sulla questione della cooperazione regionale, la Serbia, secondo la Commissione, è rimasta pienamente impegnata nelle relazioni bilaterali con gli altri Paesi vicini.

http://www.politika.rs/scc/clanak/463931/Izvestaj-Evropske-komisije-Srbija-postigla-ukupan-balans-u-pristupnim-pregovorima

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