Una poltrona per… : Dacic e il futuro socialista nella coalizione di governo

Quale sarà il ruolo del Partito Socialista di Serbia (SPS) nel governo quando l’attuale Primo Ministro si sarà dimesso e avrà preso in carico il suo mandato presidenziale?

Il leader socialista Ivica Dacic potrebbe sostituire Aleksandar Vucic e diventare premier, secondo le indiscrezioni diffuse dai media di Belgrado. E tuttavia, Dacic mostra ancora delle riserve a proposito.

Per sua stessa ammissione, Dacic non avrebbe minimamente preso in considerazione tale opzione nel momento in cui ha deciso di sostenere Vucic nella sua campagna per le elezioni presidenziali, come ha sottolineato interpellato dall’emittente N1 TV, aggiungendo però che “i socialisti sarebbero probabilmente felici”.

Quando gli è stato chiesto cosa cambierebbe se diventesse primo ministro, Dacic ha risposto: “Non dovreste chiedermelo perché questa non è assolutamente una questione all’ordine del giorno. Non posso parlare di cose ipotetiche”.

Dacic, già premier dal 2012 al 2014 ed ora Ministro degli Esteri, ha aggiunto che “coloro che sono stati indicati dai giornali” come possibili sostituti di Vucic non saranno sicuramente incaricati del ruolo. Il sociologo Jovo Bakic condivide l’opinione di Dacic.

“Come primo ministro, Dacic rafforzerebbe sicuramente il SPS, e pertanto non c’è da aspettarsi che Aleksandar Vucic lo consenta”, osserva Bakic, secondo cui la decisione del SPS di partecipare alla coalizione del Partito progressista serbo (SNS) di Vucic non si è rivelata una buona mossa per i socialisti; solo i leader di partito hanno approfittato della coalizione, afferma Bakic.

Dacic afferma che l’SPS sarebbe diventato più forte dopo le recenti elezioni in cinque comuni, aggiungendo che il partito “ha mantenuto la propria identità” a seguito delle elezioni presidenziali. “Non abbiamo sostenuto il candidato SNS, ma abbiamo scelto Aleksandar Vucic come candidato di tutti noi. Tutti sanno chi sono io, io sono il presidente del Partito Socialista”, ha insistito.

Djordje Vlajic, giornalista, osserva che quella di sostenere Vucic è stata una scelta di natura pragmatica da parte del SPS; ma rinunciare ad un proprio candidato avrebbe conseguenze, ha aggiunto.

“Il sostegno incondizionato e, direi, molto più di incondizionato, hanno sicuramente influenzato una perdita di identità all’interno dello SPS. A lungo termine, ciò potrebbe non essere di alcun beneficio”, ha affermato Vlajic.

Secondo gli ultimi sondaggi condotti dall’agenzia IPSOS, il Partito Socialista otterebbe l’8% dei voti se le elezioni si svolgessero oggi. Quasi la metà dei voti che ha ottenuto nelle elezioni del 2016.

(Independent Balkan News Agency, 02.05.2017)

http://www.balkaneu.com/dacic-unlikely-to-become-pm/

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