PKB: il no del sindacato alla privatizzazione

Il sindacato di PKB ha manifestato la sua opposizione alla privatizzazione della società, in quanto “PKB rappresenta una società di importanza strategica sia per Belgrado che per la Serbia”.

Il Presidente del sindacato, Milan Kojic, ha riportato la volontà del sindacato di richiedere alle autorità competenti il riesame delle operazioni di PKB, e la penalizzazione della gestione che ha causato i problemi della società.

Secondo Kojic, la posizione del sindacato è che PKB potrebbe essere trasformata in una società redditizia attraverso la ristrutturazione, una gestione più responsabile e la riduzione dei costi.

“Se l’obiettivo finale è quello di migliorare PKB tecnologicamente, impresa impossibile da compiere senza il coinvolgimento di capitali privati, il sindacato ritiene che l’unico modo accettabile di consentire l’ingresso di capitali privati nella società è attraverso un accordo di partnership strategica”, ha puntualizzato Kojic.

Tale accordo dovrebbe indicare chiaramente l’impegno, da parte del partner strategico, a proseguire la produzione allo stesso ritmo e volume, se non maggiore, da parte dello stato a conservare la propria quota di maggioranza in PKB, e, da parte della forza lavoro esistente a continuare a lavorare in azienda.

Kojic ha aggiunto che, negli ultimi tre anni, PKB ha dimostrato che potrebbe operare con successo e profitto nonostante l’assenza di sovvenzioni per il latte, di cui beneficiano invece le aziende private.

Nel frattempo, otto investitori hanno presentato le loro lettere di interesse per la privatizzazione di PKB: un imprenditore dalla città serba di Pancevo, due aziende provenienti dalla Serbia (MK Group e Matijevic Meat Industry), Al Dahra dagli Emirati Arabi Uniti, aziende provenienti da Cina e Singapore e due aziende provenienti dalla Gran Bretagna (che desiderano rimanere anonime per ora).

(New Economy, 15.03.2017)

http://novaekonomija.rs/vesti-iz-zemlje/sindikat-pkb-a-se-protivi-privatizaciji-te-kompanije

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