Più della metà dei cittadini serbi sostiene l’adesione all’UE

Secondo l’ultima indagine condotta da parte del ministero per l’Integrazione europea, il 55% dei cittadini serbi sostiene l’adesione della Serbia all’UE.

Si tratta del 3% in più rispetto al secondo semestre del 2017, mentre allo stesso tempo la percentuale di cittadini che si oppone all’adesione è diminuita e ora è del 21%, afferma la ministra per l’Integrazione europea Jadranka Joksimovic. La ministra ha dichiarato per Tanjug che negli ultimi sette o otto anni, il sostegno dei cittadini è variato molto, sopratutto in conformità ai cambiamenti nell’UE e della posizione della Serbia.

La ministra commenta i risultati dell’ultima indagine sul sostegno dei cittadini per l’integrazione europea, e li ritiene significativi, in quanto negli ultimi due anni tale percentuale era compresa tra 42, 45 e 47 per cento. Gli ultimi risultati, dice la Joksimovic, sono molto buoni perché mostrano, soprattutto, la maturità dei nostri cittadini, e dimostrano che comprendono il processo di integrazione europea, anche se è senza dubbio un processo politico.

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Ella ritiene che la gente, nonostante alcuni problemi reali che esistono, tuttavia, percepisce che il tempo di lamentarsi per la sorte e l’ingiustizia è passato, e che ora è tempo di lavorare insieme come una società per attraversare un processo che darà sicuramente una prospettiva migliore.

Tra i più grandi benefici che i cittadini vedono all’appartenenza potenziale nell’UE, dice la ministra, prima di tutto è un futuro migliore per i giovani, la possibilità di libera circolazione all’interno dell’UE e sicuramente nuovi posti di lavoro. I cittadini, dice la Joksimovic, attribuiscono molta importanza alla lotta contro la corruzione, come anche alla riforma del sistema sanitario, lo stato di diritto, l’agricoltura e alla tutela dell’ambiente.

“Tutti questi argomenti sono molto importanti per i cittadini i quali pensano che queste aree saranno sicuramente regolamentate meglio dopo l’adesione della Serbia all’Unione europea”, spiega la Joksimovic.

La ministra ha ricordato che quest’anno, a febbraio, è stata presentata una strategia di allargamento credibile, nella quale la Serbia dovrebbe ricevere ogni anno 200 milioni di euro non rimborsabili da fondi di preadesione UE, e fondi per progetti di cooperazione transfrontaliera e per il rinnovo delle infrastrutture locali come strade, ospedali, scuole.

Jadranka Joksimovic sottolinea l’importanza delle buone relazioni con gli Stati membri dell’UE, e a tal proposito afferma che il presidente Aleksandar Vucic e il governo serbo continuano con questa tendenza sia con la Germania che con la Francia, con le quali stanno intensificando le relazioni, così come con molti altri Stati membri dell’UE.

“Questo, naturalmente, dà una maggiore stabilità politica, che si traduce in nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro”, conclude la ministra.

Photo Creits:”EPA / Stephanie Lecocq”

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