Il PIL cresce del 3,6%, la Serbia tra le economie con la crescita più rapida

Gli analisti del MAT rilevano che nei primi cinque mesi del 2026 la crescita è stata trainata dal commercio e dai servizi; l’edilizia ha leggermente rallentato l’attività, le esportazioni crescono più rapidamente delle importazioni, mentre l’industria continua a risentire dei problemi della NIS e dell’acciaieria di Smederevo.

Il prodotto interno lordo (PIL) reale della Serbia nei primi cinque mesi del 2026 è aumentato di circa il 3,6% su base annua. Dal punto di vista della produzione, ad eccezione dell’edilizia, che registra una lieve contrazione (con un contributo negativo dello 0,55%), tutti gli altri settori hanno registrato una crescita reale dell’attività rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trainare la crescita sono soprattutto gli altri servizi, le imposte nette e il commercio all’ingrosso e al dettaglio. La crescita reale del PIL del 3,2% registrata nel primo trimestre di quest’anno colloca la Serbia tra le economie con la crescita più rapida in Europa, secondo gli analisti nell’ultima edizione di “Trend e analisi macroeconomiche” (MAT).

La produzione industriale complessiva è aumentata dello 0,6%, mentre il settore manifatturiero è cresciuto dell’1,6%.

“La produzione di coke e derivati del petrolio, se considerata isolatamente, non è più il principale fattore di rallentamento del settore manifatturiero. Oggi questo ruolo spetta alla produzione dei metalli di base”, afferma Ivan Nikolić, direttore editoriale del MAT, ricordando che le sanzioni statunitensi sulla proprietà russa hanno portato la NIS in una situazione di crisi, a causa delle limitazioni nelle forniture e dell’interruzione della continuità produttiva.

Considerata la forte interconnessione di questo settore con le altre parti dell’industria, il suo rallentamento produce molteplici effetti diretti, indiretti e indotti sulla dinamica complessiva del comparto manifatturiero, sottolinea Nikolić. “D’altra parte, diverse forme di misure protezionistiche dell’Unione europea rendono significativamente più difficile anche la produzione presso l’acciaieria di Smederevo. Pertanto, entrambi questi comparti produttivi sono limitati esclusivamente da fattori esterni”, spiega Nikolić.

Per quanto riguarda gli scambi con l’estero, questi continuano a crescere, sottolineano gli analisti del MAT, con un aumento delle esportazioni sensibilmente più rapido rispetto alle importazioni, da cui deriva anche una migliore copertura delle importazioni attraverso le esportazioni. “Nel periodo gennaio-maggio 2026 le esportazioni hanno coperto circa l’83,1% delle importazioni di beni, un risultato migliore rispetto a un anno prima, quando tale rapporto era pari al 77,9%”, aggiungono dal MAT.

Secondo i dati di Eurostat, nei primi cinque mesi del 2026 la Serbia si è collocata ai vertici europei anche per quanto riguarda la crescita annua reale del fatturato nel commercio al dettaglio. A marzo, il salario netto medio era superiore del 10,9% rispetto al valore del paniere medio dei consumi, mentre superava del 115,1% il valore del paniere minimo dei consumi. Per quanto riguarda l’inflazione, questa si mantiene entro i limiti dell’obiettivo della Banca nazionale della Serbia, mentre un temporaneo superamento del limite superiore dell’obiettivo potrebbe verificarsi soltanto alla fine dell’anno.

“Tuttavia, per il quarto mese consecutivo si registra un aumento dell’inflazione annua, dovuto principalmente all’incremento dei prezzi dell’energia nella componente dell’inflazione non di fondo, mentre in misura minore è conseguenza anche dell’aumento dell’inflazione di fondo”, spiegano gli analisti del MAT.

Nel maggio 2026 la Serbia ha registrato un’inflazione annua superiore alla media dell’Unione europea. Il dato si è attestato al 3,8%, rispetto al 3,3% dell’UE e al 3,2% dell’area euro. Tra i 27 Paesi membri dell’Unione europea, otto hanno registrato a maggio 2026 un’inflazione annua superiore a quella della Serbia; i tassi più elevati sono stati rilevati in Romania (9,7%), Bulgaria (6,3%) e Lituania (5,1%). Nell’area euro, l’inflazione annua a maggio è aumentata di 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile 2026, mentre nell’intera UE l’incremento è stato dello 0,1%.

Il settore manifatturiero registra un andamento positivo su base annua

Già alla fine dello scorso anno, gli analisti del MAT avevano valutato che nel 2026 il settore manifatturiero avrebbe operato in condizioni meno favorevoli e che si sarebbe verificato un rallentamento dell’attività, soprattutto a causa dei problemi nella produzione della raffineria della NIS. Tuttavia, febbraio ha portato un’inversione di tendenza, mentre i risultati di marzo e aprile hanno superato anche le previsioni più ottimistiche.

A maggio il settore manifatturiero ha continuato a registrare un andamento positivo su base annua, anche se la dinamica della crescita è risultata significativamente più lenta rispetto ai mesi precedenti. L’industria ha registrato a marzo una crescita annua dell’8,4%, ad aprile del 5,3% e a maggio dell’1,4%.

Il volume fisico della produzione a maggio è aumentato in 13 dei 24 comparti che compongono il settore manifatturiero, rappresentando il 61,8% dell’intero comparto. Tra questi figura, come già avvenuto a marzo e aprile, anche la produzione di coke e derivati del petrolio.

(Politika, 08.07.2026)
https://www.politika.rs/sr/clanak/769021/bdp-porastao-3-6-odsto-srbija-medu-najbrze-rastucim-ekonomijama

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