Il piano degli studenti per l’agricoltura

Nella lista studentesca “Studenti pobeđuju” sono stati proposti per il Parlamento circa dieci candidati provenienti dal settore agricolo e dalle scienze agrarie. Ciò lascia intendere che questo settore occupi una posizione di rilievo tra le priorità della lista elettorale e che, secondo quanto annunciato, dovrebbe essere sottoposto a una profonda riorganizzazione.

Tra i candidati figurano gli agricoltori Zlatko Kokanović (17° nella lista), Saša Tomas (26°), Đoka Ćurčić (43°), Milan Bogunović (106°), Dragan Bogojević (127°), Predrag Večerinac (177°) e Saša Obradović (223°), nonché il veterinario Aleksandar Vasov (68°), l’agronomo Mladen Krstić (134°) e il dottore in medicina veterinaria Igor Cegledi (128°).

Gli agricoltori della lista studentesca hanno dichiarato a Danas che presenteranno presto, insieme agli studenti, un piano quadro per lo sviluppo dell’agricoltura, nel quale saranno indicate le principali trasformazioni che intendono realizzare in questo settore.

Tra queste figurano la lotta alle conseguenze dei cambiamenti climatici, soprattutto alla siccità, nonché la lotta alle lobby degli importatori e ai monopoli. Il piano prevede inoltre la modernizzazione dell’agricoltura affinché la Serbia possa essere più competitiva sui mercati mondiali, il miglioramento della formazione dei futuri agricoltori, un controllo più efficace degli alimenti importati e un miglioramento della posizione delle donne nel settore agricolo.

Uno degli intervistati da Danas e rappresentante della lista studentesca ritiene che sia necessario attuare quanto prima i cambiamenti nel settore agricolo. In caso contrario, avverte, l’agricoltura potrebbe scomparire dalla Serbia, mentre il Paese diventerebbe quasi completamente dipendente dalle importazioni di frutta, verdura e altri prodotti alimentari.

Tomas: Il piano per l’agricoltura sarà presentato presto

Un rapporto recentemente pubblicato dal Consiglio fiscale ha mostrato che la Serbia destina risorse significative all’agricoltura, ma che, nonostante tali stanziamenti, il settore è stagnante da oltre un decennio.

Alla domanda su quale sia stato finora l’errore del sistema, l’agricoltore Saša Tomas, 26° nella lista studentesca “Studenti pobeđuju”, ha dichiarato a Danas che è vero che vengono destinate risorse significative alla produzione agricola, ma che l’assenza di una strategia seria ha fatto sì che il denaro destinato agli agricoltori non venisse distribuito in modo adeguato. Tra i problemi indica anche la mancanza di continuità nel sistema dei sussidi e degli altri sostegni. Secondo Tomas, le regole cambiano ogni sei mesi, mentre non esiste una legge che definisca a lungo termine le modalità di erogazione dei sussidi. Per questo, sottolinea, gli agricoltori operano in condizioni di incertezza, aggiungendo che con l’attuale strategia non hanno alcun futuro.

Tomas sottolinea inoltre che un problema è il fatto che l’attuale sistema finora non si sia assolutamente occupato dei cambiamenti climatici, né delle modalità con cui coinvolgere gli esperti del settore affinché aiutino gli agricoltori, aggiungendo che negli ultimi cinque anni questi ultimi hanno dovuto affrontare una grave siccità. Secondo Tomas, in futuro i periodi di siccità saranno sempre più frequenti.

Parlando del piano degli studenti per l’agricoltura, Tomas afferma che agricoltori provenienti da tutta la Serbia e studenti hanno elaborato un piano per lo sviluppo del settore. Come annuncia, il piano dovrebbe essere presentato durante la campagna elettorale agli agricoltori, ma anche agli altri settori della società interessati a sapere quali cambiamenti li attendono in questo ambito.

Tra i problemi principali indica le ingenti importazioni e l’influenza dei cartelli e dei monopoli sul mercato interno. “I prezzi dei nostri prodotti sono stati devastati, mentre dall’altra parte i cittadini acquistano a prezzi elevati, il che significa che questa differenza finisce nelle mani di singoli individui e gruppi di interesse”, afferma Tomas. Secondo lui, mentre questi ultimi realizzano profitti extra, i produttori locali falliscono e i cittadini acquistano alimenti costosi.

Tomas mette inoltre in guardia contro le ingenti importazioni legali e illegali, ovvero il contrabbando di frutta, verdura e colture agricole, che, sostiene, altera ulteriormente il mercato interno. Tra le possibili soluzioni indica un controllo più rigoroso delle merci alle frontiere e afferma che alla Serbia mancano circa 800 ispettori fitosanitari presso i valichi di frontiera.

Alla domanda se sia possibile tutelare i produttori locali senza aumentare al contempo i prezzi per i cittadini, Tomas risponde che è innanzitutto necessario regolamentare il mercato. Secondo lui, i produttori devono avere condizioni che consentano loro di operare in profitto, cosa impossibile in un mercato gravato da cartelli e comportamenti monopolistici.

Come esempio cita la raccolta di girasole di quest’anno, sostenendo che il prezzo sia stato determinato da poche persone, mentre lo Stato, afferma, non è intervenuto né attraverso la Commissione per la tutela della concorrenza né con altre misure istituzionali.

Se, avverte, nulla cambierà nei prossimi anni, la Serbia potrebbe diventare completamente dipendente dalle importazioni, sia di frutta e verdura sia di altri prodotti alimentari.

Bogunović: Senza un mercato regolamentato è difficile riportare i giovani nelle aree rurali

L’agricoltore Milan Bogunović, 106° nella lista studentesca “Studenti pobeđuju”, afferma di non poter sostenere che il piano degli studenti risolverà tutti i problemi dell’agricoltura, ma che cercherà di modificarli e di mettere ordine nel settore. Tra le tre modifiche più importanti previste dal piano degli studenti indica la lotta ai cambiamenti climatici, la lotta contro un mercato dominato dai cartelli e la condizione sociale degli agricoltori. “È tutto risolvibile, vedremo in che misura in futuro”, ha dichiarato Bogunović a Danas.

Sottolinea in particolare la posizione delle donne nel settore agricolo, che, afferma, non ricevono sufficiente riconoscimento. Una donna che lavora e produce all’interno di un’azienda agricola non ha diritto al congedo di maternità, mentre gli agricoltori non hanno nemmeno ferie annuali. “Quando vado all’ufficio di assistenza sociale e dico che sono un agricoltore, mi dicono: ah, quindi sei disoccupato”, racconta Bogunović.

Per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici e alla siccità, Bogunović ritiene necessario modificare la struttura delle colture, l’assortimento varietale e le tecniche di lavorazione del terreno. Come esempio cita la lavorazione ridotta del suolo, che consente di conservare una maggiore quantità di umidità per determinate colture, ma sottolinea che le macchine e le tecnologie necessarie per questo tipo di lavorazione non sono ancora sufficientemente diffuse in Serbia. Per questo, ritiene che i cambiamenti debbano partire dalle università e dalle conoscenze degli studenti. “Non siamo andati nel mondo a vedere come si fanno le cose, le nostre facoltà sono state degradate, soprattutto quelle di agraria, nel corso di tutti questi anni”, afferma Bogunović. Secondo lui, gli studenti dovrebbero andare all’estero e conoscere i metodi di produzione che consentono di ottenere rese maggiori e risparmiare risorse, contribuendo così anche ad affrontare i cambiamenti climatici.

Alla domanda se sia possibile riportare i giovani nelle aree rurali e convincerli a dedicarsi all’agricoltura, Bogunović risponde che attualmente è molto difficile, soprattutto a causa della mancanza di regole nel mercato. Come spiega, gli agricoltori ricevono i prezzi più bassi per i loro prodotti, mentre i cittadini pagano gli stessi prodotti a caro prezzo e la differenza, sostiene, finisce nelle mani di coloro che controllano il mercato. “Adesso, se un giovane andasse in un villaggio, comprasse due ettari di terreno, piantasse un meleto e vivesse di quello, in questo momento sarebbe impossibile”, afferma Bogunović, secondo il quale creare le condizioni per una vita di questo tipo dovrebbe rappresentare il “minimo programmatico”.

Come ulteriore problema importante indica anche la qualità degli alimenti. Richiama l’attenzione sulle adulterazioni del latte, del miele e di altri prodotti, a causa delle quali, afferma, i cittadini consumano alimenti di scarsa qualità venduti a prezzi elevati.

Ćurčić: La lotta contro i cartelli sarà difficile

L’agricoltore Đoka Ćurčić, 43° nella lista studentesca “Studenti pobeđuju”, afferma che, nel “Minimo politico per l’agricoltura” elaborato dagli studenti, a suo avviso i tre punti più importanti sono una strategia a lungo termine, sussidi mirati e lo smantellamento dei monopoli.

Per quanto riguarda la strategia a lungo termine, Ćurčić sottolinea che è necessario sviluppare l’agricoltura al passo con il resto del mondo affinché i produttori locali siano competitivi, soprattutto per quanto riguarda i macchinari e i metodi di produzione.

Descrive la situazione attuale come catastrofica e afferma che la Serbia non è attualmente competitiva, mentre lo Stato, secondo lui, non dispone di un piano adeguato per lo sviluppo dell’agricoltura nel lungo periodo.

Parlando dei sussidi, Ćurčić sottolinea che devono essere mirati e che la loro assegnazione non deve dipendere dalla tessera di partito, ovvero dall’appartenenza dell’agricoltore a un determinato partito.

Il terzo punto importante è, secondo lui, la liberalizzazione e la regolamentazione del mercato, che attualmente, a suo dire, è “molto chiuso” a causa dei monopoli e dei cartelli. Sottolinea in particolare il problema dello sbocco dei prodotti sul mercato e la necessità che sia i piccoli sia i grandi produttori agricoli abbiano la possibilità di commercializzare i propri prodotti.

Alla domanda se la lotta contro la lobby degli importatori sarà facile, Ćurčić risponde di no. Come afferma, è consapevole che i monopoli esistevano anche in passato, ma ritiene che negli ultimi 15 anni abbiano “superato ogni limite” e siano diventati insostenibili.

“Sarà una lotta difficile”, afferma Ćurčić, aggiungendo di aspettarsi che le misure previste dal programma degli studenti, come l’epurazione e la verifica dell’origine dei patrimoni, possano contribuire a risolvere il problema dei monopoli e a regolamentare il mercato.

Parlando della permanenza delle persone nelle aree rurali, Ćurčić ritiene che creare condizioni e un ambiente adeguati sarebbe sufficiente affinché coloro che già vivono nelle aree rurali vi rimangano, fondino una famiglia e conducano una vita dignitosa. Tra le condizioni fondamentali indica scuole, asili, medici e linee di autobus che colleghino i villaggi alle città più grandi.

Fonte: Danas, 18.09.2026

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