Pensioni, la riforma che farà male

L’imperativo del nuovo governo sarà quello di affrontare la riforma delle pensioni, afferma Milenko Dželetović alla televisione di Stato. Il dibattito tra gli esperti è ampio: Miladin Kovacevic propone di innalzare l’eta pensionabile e di indicizzare le pensioni all’andamento dell’inflazione. Milan Grujic ritiene essenziale garantire che il Fondo Pensioni e Infortuni di Stato (Fond PIO) sia capace di autofinanziarsi. In ogni caso, Milan Nenadic sostiene che le riforme non vadano fatte alle spalle dei pensionati.

La riforma del sistema pensionistico serbo è inevitabile, così come l’innalzamento del’età pensionabile ma i risparmi così ottenuti non dovrebbero impoverire ulteriormente i già poveri pensionati quanto semmai portare alla riforma del Fond PIO e dei suoi strumenti di finanziamento, concordano gli esperti sentiti dalla RTS.

PenzioneriIl presidente della Commissione economia del partito del progresso serbo Milenko Dželetović ha dichiarato che la riforma delle pensioni deve essere fatta e che l’appello della sua commissione è per una riforma sistemica delle pensioni. Per Dželetović la riforma deve iniziare e, come ultimo provvedimento dopo che tutti gli altri saranno esperiti, potrebbe esserci un provvedimento una tantum di taglio delle pensioni. Commentando la richiesta del Fondo Monetario Internazionale che pone un taglio delle pensioni come condizione per concedere un nuovo prestito, Dželetović ha detto che questo provvedimento potrebbe essere preso solo se non mettesse a repentaglio la stabilità macroeconmica del paese, e che comunque sarà oggetto di negoziati.

Milenko Dželetović ha dichiaato che la riforma delle pensioni sarà uno degli icebeg nel mare di problemi che dovrà affrontare il nuovo problema ma si è detto anche convinto che il nuovo governo avrà la credibilità per affrontare le riforme, alcune delle quali dolorose. La riforma delle pensioni consentirà, secondo Dželetović, la crescita dell’attività economica nel paese, una delle priorità del governo che per questo ha approntato 22 leggi di riforma.

Per l’economista Miladin Kovacevic la iforma dovrà andare in due direzioni: l’innalzamento dell’età pensionabile e l’indicizzazione degli assegni pensionistici all’inflazione per far sì che il pagamento delle pensioni pesi meno del 10% del PIL.

A tal proposito Milan Grujic, presidente dei sindacati indpendenti, ha sottolineato che il peso delle pensioni sul PIL tra il 2009 e il 2012 è cresciuto dal 12 al 15% mentre l’FMI chiede che tale soglia scenda sotto il 10%.

In Serbia su circa sette milioni e mezzo di cittadini vi sono un milione e settecentomila fruitori di assegni pensionistici, di cui 410,000 ricevono una pensione minima (ovvero 10,000 dinari al mese, pari a 90 euro), mentre la pensione media si aggira sui 23,000 dinari al mese. Secondo Grujic dal 2003 ad oggi i pensionati hanno perso il 27% del loro potere d’acquisto.

Agli uffici di collocamento sono iscritti cica un milione di persone con una età media di 39 anni, mentre i giovani compresi tra i 24 e i 34 anni sono 270,000: se si innalzasse l’eta pensionabile a 67 anni secondo Grujic si avrebbe solo un piccolo effetto sulle entrate dello Stato, pari a circa il 4%. Il Fond PIO dovrebbe autofinanziarsi ma oggi su 584 miliardi di dinari di bilancio, 287 vengono da trasferimenti da parte delle casse dello Stato.

Milan Nenadic, presidente dell’Allenaza dei pensionati di Vojvodina, afferma che i pensionati già sono in miseria e non possono subire ulteriori tagli. Secondo Nenadic non bisogna decidere alle spalle dei pensionati ma guardare al fatto che oggi un terzo delle pensioni sono di invalidità e questo numero non crescerà in futuro.

(RTS, 03.04.2014)

 

 

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