Il Presidente della Repubblica Aleksandar Vučić ha annunciato che le pensioni aumenteranno prima della fine dell’anno e che l’aumento sarà pari a quello degli stipendi. Inoltre, sono stati annunciati ulteriori versamenti una tantum per i pensionati, per un importo compreso tra 20.000 e 35.000 dinari, nonché un versamento di 6.000 dinari dal Fondo azionario per tutti i cittadini maggiorenni.
Tuttavia, molti sostengono che non sia la prima volta che promesse di questo tipo vengono fatte in vista delle elezioni, mentre alcuni mettono persino in dubbio la competenza del presidente della Repubblica in materia.
Le pensioni vengono regolarmente adeguate ogni anno a gennaio, tuttavia Vučić sostiene che quest’anno l’adeguamento avverrà un po’ prima. Anche lo scorso anno l’aumento delle pensioni è arrivato in anticipo, a dicembre. Tuttavia, alla luce delle numerose altre misure sociali annunciate in questi giorni dalle autorità, l’anticipo dell’aumento delle pensioni di quest’anno, pari alla crescita degli stipendi, ha alimentato l’ipotesi che si tratti ancora una volta di una campagna elettorale rivolta ai pensionati.
L’economista in pensione e membro del Fronte Verde-Sinistra Mladen Vitas ha commentato proprio queste spese finanziarie come parte della campagna elettorale. “Tutto ciò che riguarda la campagna elettorale è poco trasparente. L’importo che verrà distribuito supererà i 900 miliardi e ci si chiede da dove provenga. Questi soldi provengono dal Fondo azionario, ma non sono sufficienti, perché una parte dei 6.000 dinari dovrà essere finanziata dal bilancio, mentre l’aumento stesso delle pensioni e i versamenti da 20.000 a 35.000 dinari rappresentano una misura una tantum del governo in vista della campagna elettorale, come è già avvenuto in passato”, ha dichiarato Vitas.
Parlando dei programmi sociali, il Ministro delle Finanze Siniša Mali ha dichiarato alla RTS che nel prossimo periodo tutti i cittadini maggiorenni avranno diritto a ricevere denaro dal Fondo azionario, ossia un versamento una tantum di 6.000 dinari.
Secondo Milan Grujić, presidente dell’Associazione dei sindacati dei pensionati della Serbia, la questione della trasformazione dei fondi in aiuti sociali a fini elettorali va oltre la stessa campagna elettorale: viene infatti messo in discussione ciò che accade al denaro del Fondo PIO, che le persone a cui è destinato hanno guadagnato con il proprio lavoro. “Quello che non vogliamo è che le pensioni vengano ridotte a un aiuto sociale, come sembra essere la tendenza. Quello che riceviamo oggi è stato guadagnato onestamente dalle persone attraverso anni di lavoro ed è necessario che questa parte restante della loro vita non sia soltanto dignitosa, ma anche decorosa e degna di essere vissuta, cosa che oggi non avviene”, afferma Grujić, aggiungendo che le pensioni medie hanno perso terreno rispetto agli stipendi e invitando i pensionati ad “aprire gli occhi e a non lasciare che le erogazioni temporanee offuschino la realtà della loro vita”.
Oltre al fatto che l’aumento delle pensioni viene strumentalizzato a fini elettorali, gli esperti sottolineano anche che il presidente della Repubblica non ha competenza in materia di aumento delle pensioni.
Jovan Tamburić, vicepresidente dell’Associazione dei sindacati dei militari pensionati della Serbia, sostiene che i pensionati siano sottoposti a “un terrorismo mediatico che dura tutto l’anno da parte dei media sotto il controllo del Partito Progressivo Serbo”, e che l’adeguamento delle pensioni sia disciplinato dalla legge sul PIO e che il Fondo nazionale disponga di un proprio consiglio, che dovrebbe prendere la decisione e informarne l’opinione pubblica.
“L’intero comportamento del Partito Progressivo Serbo e, soprattutto, di Aleksandar Vučić, riguardo al presunto coinvolgimento nelle decisioni sull’importo delle pensioni è innanzitutto funzionale alla campagna elettorale, attraverso la quale ai cittadini non informati viene imposta la convinzione che l’adeguamento delle pensioni dipenda esclusivamente da Aleksandar Vučić e dal Partito Progressivo Serbo”, afferma Tamburić.
Sebbene gli interlocutori non siano ottimisti riguardo alle promesse, alcuni di loro hanno parlato anche di possibili soluzioni.
Come spiega Milan Grujić, una delle possibili soluzioni al problema delle pensioni sarebbe quella di far sì che le pensioni seguano effettivamente l’andamento degli stipendi, come, sostiene, il presidente della Repubblica aveva promesso a suo tempo. “Se il presidente volesse mantenere la promessa, l’aumento dovrebbe essere articolato in due fasi. Nel corso di quest’anno e del prossimo, due aumenti del 12% ciascuno, per un incremento complessivo del 24% rispetto alla pensione attuale, così da raggiungere i 600 euro. La nostra richiesta è che il primo aumento porti la pensione almeno a 550 euro, vale a dire un incremento del 13,6%, perché questo è il minimo al di sotto del quale l’aumento non sarebbe adeguato. Considerando che quest’anno gli stipendi cresceranno del 12%, ciò significa anche che la quota delle pensioni rispetto allo stipendio medio scenderà al di sotto del 47%”, afferma Grujić, aggiungendo che i pensionati non sono mai stati in una posizione così svantaggiata e che per lui è incomprensibile che la società si sia stratificata così tanto tra ricchi e poveri in un periodo di tempo così breve.
Jovan Tamburić, invece, vede un possibile miglioramento nella riforma del sistema pensionistico. A suo avviso, molti pensionati nel Paese hanno subito una grave ingiustizia sotto forma di penalizzazioni per il pensionamento anticipato, quote di pensione non restituite e gestione del Fondo PIO. Ha aggiunto inoltre di essere personalmente coinvolto nel processo di riforma del sistema pensionistico. “Sto partecipando alla stesura del programma della lista degli studenti e abbiamo una proposta di legge sulle modifiche e integrazioni alla legge sul PIO, nella quale proponiamo cambiamenti al sistema pensionistico che siano nell’interesse sia dei pensionati attuali sia di quelli futuri”, ha dichiarato Tamburić.
Fonte: Danas, 26.08.2026
