Patrimonio artistico serbo in Kosovo: la mostra alla Galleria SANU

“In relazione alla sopravvivenza fisica dei monumenti serbi in Kosovo e Metohija, la situazione non è cambiata negli ultimi anni. Ciò che ora è sostanzialmente diverso è l’aspirazione delle istituzioni del Kosovo ad eliminare l’identità serba, presentarli come propri, come patrimonio del territorio, non del popolo. E’ particolarmente pericoloso che i monumenti entrati nella lista UNESCO del patrimonio mondiale in pericolo (Dečani, Gračanica, Pećka patriaršija and Bogorodica Ljevška) siano presentati non come serbi, ma come monumenti del Kosovo e Metohija”.

“È molto importante che la mostra sul patrimonio serbo in Kosovo sia stata realizzata in modo contemporaneo e che sia vicina allo spettatore abituato all’esperienza visiva. Vorrei che la visitassero molti giovani, scuole, università. Se conosciamo quello che abbiamo messo in mostra, avremo una bussola e un faro per il futuro, sia come stato che come nazione”, ha dichiarato Marko Djuric, direttore dell’Ufficio serbo per Kosovo, sottolineando il proprio sforzo quotidiano per ridisegnare e trasformare il patrimonio in Kosovo e Metohija in termini storici e culturali.

“La nostra responsabilità è quella di continuare la lotta politica e non permettere che Dečani, anziché serbo, diventi un monastero di altre persone, perché i nostri re non solo lo hanno costruito, ma lo hanno lasciato in eredità alle nostre generazioni”, ha affermato Djuric.

Presentando la mostra “Patrimonio artistico serbo in Kosovo e Metohija. Identità, significato, messa a rischio”, inaugurata il 27 settembre presso la Galleria SANU, sarà presente tra gli altri, uno dei curatori, il professor Dragan Vojvodić. Il coautore della mostra, Miodrag Marković, ha sottolineato che la decisione di presentare il patrimonio serbo di Serbia in Kosovo e Metohija è parte del continuo impegno dell’Accademia rivolto allo studio del passato del popolo serbo in quest’area e del suo prezioso patrimonio culturale. Secondo Marković, il patrimonio serbo in Kosovo è ora più minacciato che mai:

“Nel corso degli ultimi due decenni, ha subito due distruzioni sistematiche, e i restanti monumenti di cultura serba sono controversi o dall’identità negata, viene impedito alle istituzioni della Repubblica di Serbia di esercitare la loro protezione ai fini della conservazione, e – abbastanza paradossalmente e cinicamente – la parte responsabile di tutti questi procedimenti viene candidata all’appartenenza all’Unesco, guadagnando così il diritto alla cura per il patrimonio culturale serbo in Kosovo”, ha sottolineato Markovic nel corso di una conferenza stampa in cui l’importanza e gli obiettivi di questa grande mostra multimediale sono stati discussi dagli accademici Dusan Otaševic, Bojana Boric Brešković, Direttore del Museo nazionale, e Deacon Vladimir Radovanovic, capo del museo della Chiesa ortodossa serba.

La mostra, in cui gli oggetti d’arte provenienti dalla collezione del Museo Nazionale, dal Museo della Chiesa ortodossa, dal Museo di Arte Applicata, dalla Biblioteca Nazionale della Serbia, dagli Archivi Sanu, è stata inaugurata da Vladimir Kostić, Presidente della SASA, da cui l’iniziativa è stata organizzata, e sarà disponibile alla fruzione del pubblico sino al 12 novembre.

Nella prima parte della mostra, pezzi originali e riproduzioni illutrano il notevole significato del patrimonio artistico e spirituale serbo in Kosovo e Metohija dal XII al XX secolo, mentre la seconda mostra mostra la minaccia permanente e la distruzione di quel patrimonio. Sarà documentata la lunga storia di distruzione e varie forme di rischio cui è stato soggetto il patrimonio culturale in Kosovo fino ad oggi.

(Novosti, 27.09.2017)

http://www.novosti.rs/vesti/kultura.71.html:687830-Brisu-srpsko-ime

http://www.telegraf.rs/vesti/kultura/2897527-srpsko-umetnicko-nasledje-na-kosovu-i-metohiji-u-galeriji-sanu

https://www.b92.net/kultura/vesti.php?yyyy=2017&mm=09&dd=27&nav_category=1864&nav_id=1307937

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