Parlamento serbo: sostegno al governo, elezioni ancora in sospeso

Neppure dopo tre giorni di acceso dibattito parlamentare, la Serbia non si è avvicinata alle elezioni parlamentari anticipate.

Il governo guidato dall’aprile 2025 dal medico e professore universitario Đuro Macut ha ottenuto il sostegno della coalizione di governo, guidata dal Partito Progressivo Serbo (SNS), per proseguire il proprio mandato.

Dei 176 deputati presenti in aula, 135 hanno votato contro la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, 40 si sono espressi a favore e uno si è astenuto.

Sebbene il Presidente della Serbia Aleksandar Vučić e i suoi collaboratori parlino da giorni della possibilità di elezioni anticipate, e lui stesso abbia indicato la fine dell’autunno come possibile data del voto, per il momento non vi sono sviluppi concreti in tal senso.

Dopo il crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, che ha causato la morte di 16 persone, in Serbia si sono svolte le più imponenti proteste antigovernative degli ultimi anni. Successivamente, gli studenti hanno chiesto a Vučić di indire elezioni anticipate, richiesta che il presidente ha respinto.

La decisione dell’SNS di sostenere ora l’iniziativa dell’opposizione di discutere la fiducia al governo era stata interpretata come un possibile preludio alle elezioni. La stessa iniziativa dell’opposizione era stata respinta in due occasioni all’inizio di quest’anno dalla coalizione di governo.

Alla vigilia della seduta dell’Assemblea nazionale, l’SNS ha spiegato di aver sostenuto la richiesta dell’opposizione per poter “presentare tutti i risultati ottenuti” nell’ultimo anno, mentre l’opposizione accusa il governo di aver “usurpato e sequestrato la Serbia”.

Il leader dell’opposizione Miroslav Aleksić ha segnato questa seduta parlamentare con un discorso-fiume pronunciato il 27 luglio, nel quale ha accusato Vučić di giocare con lo Stato. “Dice che le elezioni si terranno a novembre, forse a dicembre… Non sono nemmeno sicuro che lui stesso sappia quando si voterà“, ha dichiarato Aleksić, leader del Movimento Popolare della Serbia (NPS). “Se siete così forti, così sicuri di voi stessi e godete del sostegno dei cittadini, perché non avete indetto le elezioni già l’anno scorso per tutti noi “bloccatori”, “terroristi”, come continuate a definirci? Vi siete spaventati e temete di perdere le poltrone alle quali vi siete aggrappati, dopo aver usurpato e sequestrato lo Stato serbo“, ha affermato Aleksić.

Macut: “Giudicateci dai fatti”

I tre giorni di dibattito non hanno fatto altro che confermare il profondo divario tra i due schieramenti politici.

L’opposizione, numericamente inferiore, ha chiesto risposte a Macut e ai ministri su diverse questioni, accusando il governo di aver completamente usurpato lo Stato, di incapacità amministrativa, di irregolarità nell’assegnazione degli appalti per i maggiori progetti infrastrutturali, di aver umiliato la professione medica e il sistema sanitario e di essere coinvolto in numerosi scandali.

La corruzione è il principale problema della società serba e la Serbia è il Paese peggiore della regione e uno dei peggiori d’Europa sotto questo profilo, ha dichiarato il deputato dell’opposizione Miroslav Aleksić nel suo intervento conclusivo prima della votazione. Aleksić ha inoltre rimproverato a Macut di non avere alcun reale potere decisionale e di aver accettato il ruolo di marionetta, svilendo così, a suo dire, il proprio prestigio e la propria professione.

Djuro Macut, Primo Ministro serbo

I ministri e i deputati della coalizione di governo hanno respinto tutte le accuse mosse dall’opposizione. “Questo governo non sarà giudicato dai titoli dei giornali, dai post sui social network o dalle polemiche politiche quotidiane, ma dai fatti“, ha dichiarato Macut al termine del dibattito. Secondo il premier, negli ultimi mesi il governo ha continuato a preservare la stabilità economica del Paese, ad attrarre investimenti, a costruire strade e ferrovie e a investire negli ospedali, nelle scuole, nella ricerca scientifica e nell’istruzione universitaria. Ha inoltre affermato che si impegnerà per la “prosecuzione del dialogo”, sebbene nella Serbia profondamente divisa di oggi non vi sia alcun dialogo tra le parti contrapposte.

Dačić riproduce dal telefono il suono del “cannone sonico”

La prima giornata del dibattito è stata segnata anche dall’intervento del Ministro dell’Interno Ivica Dačić, che ha riprodotto dal proprio telefono un suono che, a suo dire, sarebbe quello di un “vero cannone sonico”, in risposta alle critiche dei deputati dell’opposizione.

Durante una delle più grandi manifestazioni antigovernative, svoltasi il 15 marzo 2025 a Belgrado, un forte e penetrante rumore aveva provocato il panico tra i manifestanti. A tutt’oggi non è stato ancora accertato cosa abbia provocato la fuga precipitosa di migliaia di persone quella sera a Belgrado.

Miroslav Aleksić, Movimento Popolare della Serbia (NPS)

Il discorso-fiume di Aleksić

Miroslav Aleksić ha parlato per quattro ore consecutive in parlamento illustrando la proposta dell’opposizione di votare la sfiducia al governo. Ha iniziato il suo intervento poco dopo le 10 del mattino e lo ha concluso intorno alle 14.

Aleksić ha esercitato il diritto di parlare senza limiti di tempo e, nel corso delle quattro ore, ha accusato il governo di aver distrutto il Paese in tutti i settori, dall’istruzione alla sanità, dall’agricoltura alle istituzioni. Ha inoltre elencato, come da lui stesso definiti, numerosi scandali e controverse dichiarazioni di esponenti dell’SNS e di ministri del governo.

Dieci anni fa, Aleksandar Vučić, allora incaricato della formazione del governo, dedicò ben sei ore all’illustrazione del programma del nuovo esecutivo.

Cosa dice Vučić: ci saranno elezioni e quando?

Il 20 luglio Vučić ha dichiarato che con ogni probabilità sarà prima il governo della Serbia a rassegnare le dimissioni, dopodiché lui stesso indirebbe le elezioni parlamentari e, due settimane dopo, lascerebbe anche la carica di presidente. “Nel momento stesso in cui riceverò la comunicazione ufficiale da parte del governo e del parlamento, indirò le elezioni per i deputati dell’Assemblea nazionale. Resterò presidente della Repubblica ancora per un breve periodo, alcuni giorni o al massimo due settimane, poiché devo portare a termine importanti impegni che riguardano lo Stato serbo e pertanto non prenderò parte alla campagna elettorale“, ha dichiarato.

Il giorno precedente alla seduta parlamentare, in un’intervista rilasciata all’emittente TV Prva, Vučić aveva affermato che le elezioni parlamentari anticipate si sarebbero svolte a novembre o dicembre e che, uno o due mesi più tardi – al più presto a dicembre e al più tardi a febbraio 2027 – si sarebbero tenute anche le elezioni presidenziali.

Clima teso in Serbia

Da quando l’SNS, fondato da Vučić dopo la scissione dal Partito Radicale Serbo, è salito al potere nel 2012, in Serbia si sono svolte cinque tornate elettorali. Da allora il partito ha vinto tutte le elezioni, ma le prossime – se e quando saranno indette – rappresenteranno la prova più difficile per il partito.

Dopo la tragedia di Novi Sad e il crollo della tettoia della stazione ferroviaria, che ha provocato la morte di 16 persone e il grave ferimento di una ragazza, sono state organizzate massicce proteste antigovernative durante le quali il governo è stato accusato di corruzione, ritenuta da molti una delle cause della tragedia. Alla crescita del movimento di protesta ha contribuito l’impegno degli studenti universitari di tutta la Serbia, che nel frattempo sono diventati anche una forza politica, partecipando alle elezioni amministrative in diverse città e comuni del Paese. Le proteste antigovernative sono state caratterizzate da incidenti, episodi di violenza, interventi di brutalità da parte delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti e hanno profondamente diviso la società serba. Nei confronti di alcune persone e organizzazioni sono stati avviati procedimenti penali per la loro partecipazione alle manifestazioni, mentre alcuni, come i membri della cosiddetta “Sestina di Novi Sad”, hanno lasciato il Paese temendo ritorsioni da parte delle autorità, che li hanno accusati di “sovvertire l’ordinamento costituzionale”.

L’opposizione, gli studenti e la società civile continuano ad accusare il governo di corruzione, scandali economici, mancata risoluzione dei più gravi crimini e connivenze con organizzazioni criminali. Il governo respinge categoricamente tutte queste accuse e sostiene, senza fornire prove, che le proteste siano state organizzate e finanziate dall’estero e controllate da servizi segreti stranieri. Vučić ha più volte sostenuto che si tratti di un “tentativo di rivoluzione colorata”, che lui stesso avrebbe “sconfitto”.

Uno dei momenti più significativi delle proteste antigovernative si è verificato il 15 marzo 2025 a Belgrado, quando una manifestazione di massa è stata improvvisamente interrotta da un forte e insolito rumore che gli oppositori di Vučić identificano come un “cannone sonico”, circostanza che il presidente ha ripetutamente negato.

(Danas, 30.07.2026)
https://www.danas.rs/bbc-news-serbian/skupstina-srbije-podrska-vladi-izbori-na-cekanju/

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