Paolo Sorrentino in Serbia: “Mi sento ancora del partito dei giovani”

Il regista napoletano è arrivato a Belgrado, ospite del festival Kustendorf promosso da Emir Kusturica, e nonostante gli impegni e la breve permanenza ha concesso un’intervista esclusiva al Serbian Monitor.

Intervista di Matteo Marazzi

Abbiamo sentito Sorrentino poco dopo il suo arrivo a Drvengrad, il villaggio in legno nelle montagne di Mokra Gora creato da Kusturica per il suo film “La vita è una meraviglia”, dove si tiene il festival. Alle 17 la proiezione de “La Grande Bellezza” e dopo Sorrentino terrà un incontro con i giovani artisti e appassionati di cinema, letteratura e musica ospiti  del festival. Nel frattempo il regista si rilassa con l’amico Kusturica sorseggiando con lui una rakija.

Immagino che sia la prima volta che è in Serbia: ha già provato la grappa locale, la rakija?

In effetti è la prima volta che sono qui. E sì, l’ho provata subito.

Glielo chiedo perché la grappa è un elemento molto importante della cultura e dell’ospitalità serbe. Quali sono le sue prime impressioni sulle persone e l’ambiente che ha visto?

A dire il vero sono arrivato da pochissimo. Non ho ancora avuto tempo di farmi un’idea. Sono qui per conoscere e imparare dai tanti giovani artisti che sono accorsi a Kustendorf.

Conosce registi serbi? Pensa ci siano elementi di contatto con il suo cinema?

In generale conosco poco il cinema serbo; conosco solo Emir Kusturica, che per me è uno dei più grandi registi viventi.

Lei porta avanti dei progetti di trasferimento delle esperienze ai più giovani, anche in relazione al territorio d’origine?

No, non li porto ancora avanti. Lo farò quando diventerò un po’ più adulto. Mi sento di fare ancora parte del partito dei giovani.

A proposito del fatto che lei, sebbene sia ancora così giovane, è già un punto di riferimento per i cineasti e gli appassionati di cinema, come vive questa condizione?

Sono molto lusingato. Mi fa molto piacere, ma penso che sia ancora prematuro; penso di dover lavorare a lungo prima di diventare un punto di riferimento vero. Devo crescere ancora.

Rispetto agli stereotipi comuni, che impressione fa agli stranieri la Roma che lei ha ritratto nel suo ultimo film?

Non ne ho la più pallida idea. Anche perché gli spettatori stranieri mi parlano molto poco della Roma del mio ultimo film, mi parlano molto di più delle persone e della società che ho ritratto. E questo mi fa molto piacere, visto che era proprio quello che volevo comunicare.

(22.01.2014, h. 16.40)

sorrentino

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