Panić: “Le dichiarazioni di Vučić sulla fine del virus sono ridicole”

“La Serbia non ha sconfitto il virus, ma l’ha messo sotto controllo grazie alle misure introdotte, quindi le dichiarazioni delle autorità che parlano di una vittoria sull’epidemia sono ridicole, poiché è chiaro che sono state fatte per ottenere solo un altro voto”, sostengono l’anestesista Rade Panić e l’epidemiologo Zoran Radovanović.

Il Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, ha dichiarato alla conferenza stampa di ieri, tra le altre cose, che si aspetta enormi problemi nel mondo a causa del coronavirus, e che “di conseguenza volevo dirvi che è molto importante che noi abbiamo sconfitto la prima ondata del virus, e possiamo avviarci alla ripresa economica”.

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“Solo quattro Paesi fanno più test di noi, e spendiamo molti soldi per questo. Metteremo sotto controllo questa seconda fase, i numeri sono migliori, la situazione negli ospedali è migliore di quanto non fosse prima”, ha continuato Vučić.

Il presidente del Sindacato dei Medici e Farmacisti della Serbia, l’anestesista Rade Panić, rimarca che questa affermazione di Vučić contraddice l’affermazione della Premier Ana Brnabić secondo cui nessuno in Serbia ha mai affermato che il virus è stato sconfitto.

“Sappiamo che lo slogan preelettorale era che il virus fosse stato sconfitto. Non puoi sconfiggere un’epidemia, puoi solo ridurre le conseguenze che lascerà. Le loro dichiarazioni della vittoria sull’epidemia erano ridicole, ma le capiamo, perché avevano bisogno di ottenere un altro voto alle elezioni, specialmente da quelli che non approfondiscono la questione, ma amano solo ascoltare la parola “vittoria”.

A tal proposito, dopo che Panic ha dichiarato che esiste la possibilità che i firmatari dell’iniziativa “Ujedinjeni protiv kovida” si autosospendano, Vucic ha detto che la Serbia “non si affida a Panic, ma agli eroi della “zona rossa”.

Lo stesso Panic sottolinea che questa dichiarazione del Presidente dice quanto a lui “faccia male che 3000 medici abbiano firmato un appello pubblico indirizzato al governo della Serbia e allo staff di crisi, in cui ci sono molte domande che sono ovviamente scomode per questo governo, perché rivelano le manipolazioni fatte sul numero di nuovi contagiati e deceduti”.

Secondo lui, l’appello pubblico è stato firmato proprio dai medici in prima linea nella lotta contro il COVID, epidemiologi, pneumologi, internisti…

“Quando si osserva la struttura dei firmatari, è chiaro che i firmatari sono proprio quelli che lavorano con i pazienti più difficili. Perché abbiamo firmato l’iniziativa? Perché vogliamo letteralmente difendere le nostre vite. Oltre 25 colleghi sono deceduti e sospettiamo che il numero sia anche maggiore”, ha sottolineato Panic.

Anche la professoressa Danica Grujucic, che secondo Panic è un agente segreto del Ministero della Salute, ha appoggiato le dichiarazioni del Presidente.

“Invitiamo tutti i membri dell’Unità di crisi a indossare lo scafandro almeno una volta e a inviarci le foto, come fanno i nostri numerosi medici. Non devono entrare nelle unità COVID, vogliamo solo vedere come stanno con la tuta spaziale”, sottolinea Panic.

L’epidemiologo in pensione Zoran Radovanovic ha dichiarato a sua volta a “Danas” che la Serbia non aveva sconfitto la prima ondata del virus, come affermato dal Presidente, ma era riuscita a far abbassare la curva dei contagi, il che aveva portato a un miglioramento della situazione.

“Tuttavia, intorno al giorno di San Giorgio abbiamo abbandonato tutte le misure, e i divieti non sono stati gradualmente rimossi, uno per uno. A partire dal 6 maggio, è come se una bomba fosse caduta sul personale di crisi. Praticamente non si sono più sentiti fino alle elezioni, tranne per il fatto che ogni tanto davano delle dichiarazioni rassicuranti. L’obiettivo era quello di prepararsi per le elezioni, in modo che le persone potessero andare alle urne senza aver paura”, sottolinea Radovanović.

La Serbia non aveva finito con la prima ondata, “e se avessimo preso tutte le misure, avremmo potuto ridurre il numero di nuovi infetti a meno di 5”.

“La seconda ondata sarebbe inevitabilmente arrivata, e avremmo dovuto combattere di nuovo, ma non avremmo subito un tale colpo al sistema sanitario, il quale ha resistito a malapena. Per la prima volta in assoluto, dei pazienti di Belgrado sono stati trasferiti in altri ospedali” ha affermato Radovanović.

Vučić ha anche affermato che la Serbia è in trattativa con i rappresentanti di due Paesi, vale a dire con due società che stanno lavorando al vaccino. Secondo lui, la Serbia sarà tra i primi 20 Paesi a pagare per avere il nuovo vaccino.

“Proveremo a dare il vaccino alla popolazione gratuitamente. Alcuni annunciano prezzi elevati ma io spero che saranno più bassi. Immaginate di dover spendere 500 milioni per i vaccini. E comunque sarà certamente meno costoso di quello che abbiamo speso finora”, ha detto Vucic, il quale aveva dichiarato il 12 luglio che la Serbia avrebbe sconfitto il coronavirus di lì a 20 giorni.

https://www.danas.rs/drustvo/sve-radjeno-kako-bi-vlast-dobila-jos-koji-glas-na-izborima/

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