Pane amaro per gli operai di Jura a Leskovac e Benetton a Nis

La grande insoddisfazione tra i dipendenti nell’azienda sudcoreana “Jura” a Leskovac, nonchè nelle fabbriche a Raca e Nis, è sfociata in uno sciopero spontaneo degli operai che hanno fermato i macchinari, rifiutando a lavorare durante i giorni festivi in Serbia.

Inoltre, i dipendenti di questa azienda sono indignati dal fatto che gli organi competenti dello Stato non hanno reagito in tempo alla informazione sulla posizione sgradevole dei lavoratori e loro trattamento da parte del datore di lavoro. In questo modo gli organi statali hanno consentito tacitamene agli investitori esteri di non rispettare le leggi locali ed a applicare le regole vigenti dei propri paesi.

“La lotta del sindicato contro “Jura” dura da anni. L’investitore sudcoreano ha un pessimo rapporto con i suoi dipendenti. Gli operai vengono maltrattati, anche fisicamente. Non gli consentono di andare in bagno e gli consigliano di portare pannolino. Se qualcuno si ammala o si ferisce sul posto di lavoro e se non viene portato nell’ospedale, deve tornare al lavoro subito. Il nostro sindicato ha presentato un gran numero delle denuce, però nessun caso è risolto, tranne il caso del licenziamento degli operai a Raca. Quando il Tribunale ha emesso la sentenza con la quale questi operai devono tornare al lavoro, gli sono stati pagati piccoli compensi e non hanno continuato a lavorare. Bisogna indicare che erano licenziati solo perchè hanno voluto formare il sindicato”, ha detto Zeljko Veselinovic, il presidente del sindicato “Sloga”

“I lavoratori hanno paura. Ed è comprensibile perchè nel Sud della Serbia c’è poco lavoro e tutti queli che hanno lavoro lo proteggono. Le persone sono pronte a lavorare per gli stipendi bassi, ma anche sopportare qualsiasi cosa e stare zitti”, dice il presidente del Sindicato Vojvodina, Ivan Jovanovic.

Il ministro del lavoro e delle questioni sociali, Aleksandar Vulin ha affermato che lo Stato era consapevole che esistono alcune irregolarità, però non come quelle che adesso si stanno menzionando: “L’ispettorato del lavoro ha visitato parecchie volte “Jura”. Sarebbe importante che i lavoratori che si sentono minacciati vi si rivolgessero. Nessuno per questo può essere licenziato”, ha detto Vulin.

Dall’altra parte, il vicepresidente del Sindicato della Serbia, Zoran Vujovic dice che il contenuto della relazione dell’Ispezione di lavoro è molto distante ai problemi con i quali si stanno confrontando i lavoratori di questa azienda sudcoreana. “Il ministro Vulin, dice quello che  deve dire in base alla Legge e non gli interessa altro. Varie volte abbiamo denunciato Jura, però l’ispettorato del lavoro non può entrare in questa fabbrica”, ha detto Vujovic. 

Inoltre, il commissario provinciale del Sindicato “Nezavisnost” a Nis, Bratislav Cenic dice che la situazione è simile anche alla “Benetton”. “Ci sono arrivate varie denuncie dalle dipendenti che subivano pressione al lavoro perchè sono rimaste incinte. Tutto questo assomiglia a un sistema di schiavitù, mentre i nostri politici non cercano neanche di impedirllo”, ha detto Cenic. 

Nonostante gli sforzi, i media non sono riusciti ad entrare in “Jura”, mentre in “Benetton” è stato possibile entrare solo durante le poche conferenze stampe organizzate dall’amministrazione aziendale. Il management di questi due grandi investitori si può vedere solo nelle occasioni della “ceremonia di apertura” di nuovi posti di lavoro da parte dei funzionari locali. 

(Politika, Danas, 05.05.2016.)

 

 

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