Palalić: “L’Expo 2027 presenterà una nuova Serbia; Milano e la Lombardia i nostri riferimenti”

intervista di Biagio Carrano

Jovan Palalic con il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

“La Serbia vuole imparare dalle regioni più evolute d’Europa e del mondo e in tal senso l’Expo 2027 di Belgrado sarà per noi una grande occasione per dimostrare dove siamo arrivati e dove vogliamo arrivare. Per questo il rapporto con la Lombardia è importante e spero possa diventare addirittura strategico per la Serbia”, afferma Jovan Palalić, deputato per l’ottava legislatura e presidente del gruppo interparlamentare Italia-Serbia. 

Eppure la Serbia è ancora oggi conosciuta in Italia come un paese instabile, attraversato da forti tensioni geopolitiche, dove il principale fattore di attrazione degli investimenti è la forza lavoro a basso costo. Quali passi può fare la Serbia per cambiare questa narrazione, superata e parziale, che è ancora prevalente in vari paesi europei?

Innanzitutto devo sottolineare che la Serbia non è un paese instabile, ma sono d’accordo che esiste una tale percezione, che affonda le sue radici nella crisi degli anni Novanta nei Balcani e nelle pressioni importanti che subiamo tutt’oggi. Le questioni nazionali, ma anche la decisione di condurre una politica indipendente, esclusivamente nel nostro interesse, possono creare un’impressione del genere. Tuttavia, tutte le strutture governative che hanno una forte legittimità elettorale, funzionano regolarmente e adempiono al loro ruolo costituzionale, e questo è certamente un segno della stabilità del Paese. Negli anni precedenti la Serbia ha cercato di cambiare in modo significativo le direttrici principali e le priorità del suo sviluppo e ci è riuscita, oltre allo sviluppo significativo delle infrastrutture, grazie alle nostre eccezionali facoltà tecniche, a persone di talento e alla politica del governo. Sono stati aperti nuovi ambiti di innovazione, quali la trasformazione digitalizzazione, le biotecnologie, la tecnologia blockchain e l’industria del gaming, diventando un hub di riferimento per questa parte d’Europa, riconosciuto da molte importanti istituzioni internazionali.

Naturalmente c’è ancora molto da fare in questo campo, soprattutto nel campo della regolamentazione e della sua armonizzazione, innanzitutto con l’Unione Europea, ma questi processi si rafforzano giorno dopo giorno. Sono d’accordo sul fatto che resiste la percezione che la Serbia attrae investimenti solo grazie a una forza lavoro di qualità e a basso costo e ad alti sussidi per gli investimenti esteri. Questa parte della politica di attrazione degli investimenti esteri esiste ancora, ma non è più l’unica. Nel prossimo futuro dovrà essere lanciata una forte campagna per presentare la Serbia come un paese dalle grandi opportunità, soprattutto nei settori dell’innovazione e dell’agricoltura. Vorrei sottolineare che anche in Serbia non c’era fino a poco fa consapevolezza del forte sviluppo di queste competenze in Italia. È un’occasione di conoscenza, di scambio e di business.

L’esposizione specialistica EXPO 2027 dal tema “Play for Humanity – Sport and Music for All” si terrà dal 15 maggio al 15 agosto 2027 a Belgrado, in un’area di 25 ettari specificatamente sviluppata a sud est della capitale, nei pressi dell’aeroporto e del fiume Sava. 

Ci saranno un totale di sette grandi padiglioni che ospiteranno i paesi partecipanti, e insieme, in un’area esterna, diversi padiglioni nazionali di vari paesi, tre padiglioni tematici e il Padiglione nazionale della Serbia.

Al termine dell’Expo, le strutture potranno continuare a funzionare come un tradizionale quartiere fieristico. Per quanto riguarda la sua configurazione, il complesso dell’Expo 2027 di Belgrado è disposto attorno a una grande piazza, Piazza Tesla, dove una grande cupola ospiterà il Padiglione nazionale serbo. Vengono integrati elementi che serviranno a ottimizzare la sostenibilità e l’efficienza energetica delle strutture.

L’annosa questione del Kosovo fa salire ricorrentemente la tensione nella regione. Nonostante ciò, la Serbia accoglie oggi investimenti arabi e israeliani, americani come russi e cinesi, agli storici rapporti con la Grecia ha affiancato di recente cordiali relazioni con la Turchia, dialoga con i paesi africani e coltiva relazioni speciali con importanti paesi asiatici come India, Giappone o Corea del Sud. Quali opportunità stanno emergendo per gli imprenditori e gli investitori occidentali dall’attivismo della diplomazia serba?

La posizione tradizionale della Serbia, e potrei dire una parte importante della sua identità nazionale, è sempre stata l’indipendenza nella costruzione del suo Stato e delle sue politiche economiche. Tale posizione implica una ferma rappresentanza dei suoi interessi nella politica internazionale. E su questa base si costruiscono i rapporti con gli altri paesi. Il nostro approccio in tali relazioni è vedere dove possiamo trovare un interesse comune, con rispetto e apprezzamento reciproci. Certamente, oltre a questo tipo di politica statale che non vuole essere classificato in alcun blocco militare né seguire una politica di sanzioni contro chiunque, la nostra posizione geopolitica spiega perché gli investimenti arrivano in Serbia da tutte le parti. Noi siamo il centro naturale dei Balcani e Belgrado è la capitale regionale naturale che si sta sviluppando in modo rapido e dinamico, anche come crocevia logistico di fiumi, strade e ferrovie. Buoni rapporti con la maggior parte dei paesi del mondo, condizioni favorevoli agli investimenti, una posizione geografica strategica e il dinamismo economico dell’ultimo decennio aumentano l’attrattività della Serbia, nonostante tutti i problemi che il governo di Pristina ci crea.

L’Expo 2015 ha rilanciato Milano come città dalla vocazione globale, capace di accogliere talenti e consentire ad essi di elaborare innovazione in molteplici ambiti. Come l’esperienza di Milano può essere di interesse e di utilità per l’expo specialistico che si terrà a Belgrado nel 2027?

L’eccezionale successo dell’Esposizione Mondiale EXPO 2015 a Milano ha portato una significativa competitività a Milano e alla Lombardia e l’ha resa una metropoli mondiale che attrae personale, investimenti e risorse finanziarie di eccellenza. Vorrei poi mettere l’accento sul fatto che gli organizzatori avevano una chiara visione su come sarebbe stato utilizzato lo spazio espositivo al termine della manifestazione. La struttura dei padiglioni, l’architettura moderna di edifici come il “Palazzo Italia”, le pubbliche relazioni efficaci e lo sviluppo dopo il completamento del progetto sono spunti di ispirazione preziosi per la Serbia nell’organizzazione dell’EXPO 2027 a Belgrado.

L’Expo 2027 sarà dunque per la Serbia anche la vetrina di un processo di riposizionamento internazionale e di importanti investimenti nel campo della digitalizzazione della pubblica amministrazione, dell’ICT, dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie, di cui il Campus BIO4, il Data Centar di Kragujevac, l’Istituto per l’intelligenza artificiale, il Centro per la Quarta Rivoluzione Industriale sono esempi concreti. Perché, a suo avviso, si sa ancora poco all’estero di questi indirizzi strategici del paese e forse ancora meno in Italia?

L’EXPO 2027, che si terrà a Belgrado, sarà un evento che cambierà il nostro Paese. Tale visione dello sviluppo della Serbia, che va ben oltre la stessa manifestazione, è la visione del Presidente della Repubblica, Aleksandar Vučić. I fondi stanziati per un progetto di sviluppo così ampio impatteranno su tutte le componenti dello Stato e su tutti i settori dell’economia. Sarà l’occasione per promuovere la Serbia come un paese ospitale, moderno, orientato al futuro e alla cooperazione internazionale.

Un ruolo di rilievo in questo progetto complessivo di trasformazione del nostro paese avranno appunto i progetti sopra menzionati, che saranno parte integrante dei temi dell’EXPO ed elementi per i quali la Serbia vuole essere riconosciuta in Europa. Il loro crescente impatto sul Prodotto Interno Lordo serbo, anche in relazione alle esportazioni, farà sì che essi saranno molto più valorizzati di oggi nelle strategie promozionali  del governo per attrarre investimenti, sviluppare progetti di cooperazione internazionale e migliorare l’immagine complessiva del paese. 

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Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha visitato a ottobre 2023 Belgrado e la Serbia in occasione del Forum Innovazione Italia-Serbia dello scorso ottobre. Quali impressioni ha tratto e ha espresso nel corso dei vostri colloqui?

Attilio Fontana, di cui posso tranquillamente definirmi amico, è un politico che ha dimostrato che il lavoro concreto viene sempre premiato dai cittadini. È stato eletto per un nuovo mandato in modo convincente perché i cittadini lombardi hanno riconosciuto i suoi risultati, la sua dedizione e il suo amore per la regione Lombardia. Attilio è molto soddisfatto della sua visita a Belgrado, dove ha avuto l’opportunità di incontrare tutti i più importanti rappresentanti dello Stato e di partecipare al Forum Innovazione Italia-Serbia organizzato dall’Ambasciata d’Italia L’intera visita è stata brillantemente organizzata e fruttuosa, grazie innanzitutto all’ambasciatore italiano a Belgrado, Luca Gori, che ha correttamente individuato i temi di reciproco interesse.

Nell’ultimo incontro a Milano, il Presidente Fontana mi ha confermato la volontà di rafforzare la cooperazione tra Serbia e Lombardia attraverso progetti concreti, e darà il suo pieno sostegno a tale collaborazione, che ritiene sarà fruttuosa.

La Lombardia è una delle regioni più ricche d’Europa e tra le più dinamiche al mondo. Quali ambiti di collaborazione e di investimento innovativi vede tra questa regione e la Serbia? Ha potuto constatare l’interesse di imprenditori e investitori lombardi verso settori o imprese serbe?

Ritengo che l’avvio della cooperazione tra Serbia e Lombardia sia estremamente importante per lo sviluppo complessivo delle relazioni del mio Paese con l’Italia, relazioni che hanno acquisito maggiore dinamicità e un orientamento positivo dopo la formazione del governo di centrodestra a Roma. Il rapporto con una delle regioni più sviluppate d’Europa riveste particolare importanza alla luce delle nuove priorità di sviluppo di cui ho già parlato. La Lombardia è uno dei leader dello sviluppo tecnologico in Europa, leadership che si manifesta in tutti i settori dell’economia. Innovazioni, centri di ricerca, connessione tra università e imprese, ricerca della qualità in ogni attività e apprendimento continuo sono i vantaggi competititvi che hanno posizionato la Lombardia così in alto sulla mappa del mondo. Nel mio incontro più recente sono stati affontati temi quali infrastrutture, gestione del traffico e dei rifiuti, dove la competenza della Lombardia è di alto livello. Personalmente ritengo che le aziende lombarde che si occupano di gestione dei rifiuti possano davvero trovare spazio e interesse in Serbia, perché è un ambito che necessita di cambiamenti seri nel nostro Paese. Inoltre le tecnologie del traffico e della mobilità, in primis nel campo della sicurezza stradale, oltre che la trazione elettrica e a idrogeno, sono solo alcuni dei temi che verranno discussi più nel dettaglio.

Oltre a tutti i settori che ho citato, dove la Lombardia è ai vertici d’Europa e dove la Serbia può acquisire un know-how di altissima qualità, vorrei sottolineare alcuni aspetti del carattere della Lombardia, che possono ispirarci per rendere il nostro Paese più sviluppato. Più di dieci anni fa, quando ho iniziato a conoscere questa regione e a costruire amicizie ormai sincere, ho visto una caratteristica nobile dell’attaccamento delle persone al territorio in cui vivono. La dedizione al territorio e al suo progresso vedendo tutte le sue potenzialità e lottando in ogni luogo di azione pubblica per promuoverlo mi ha mostrato una prospettiva completamente nuova dello sviluppo del Paese, che non è astratta, ma inizia e dipende da ogni piccola parte di esso. Diligenza, disciplina, bellezza e ricerca del meglio non contraddistinguono questa regione solo in Italia, ma anche in Europa. Qui l’equilibrio tra lavoro e divertimento è stato raggiunto in modo tale che da essere un insegnamento per noi e per altri paesi. 

Lei è stato recentemente invitato a visitare “MIND – Milano Innovation District“, il quartiere dell’innovazione sorto negli spazi creati per ospitare Expo 2015. Quali ispirazioni ha tratto e quali aree di collaborazione tra la Lombardia e la Serbia vede più realizzabili.

Jovan Palalic con il direttore di Arexpo, Igor De Blasio.

Sono grato al management di “MIND-Milano Innovation District”, per avermi permesso di familiarizzare con questo eccezionale progetto durante la mia recente visita a Milano. Si tratta del risultato di una visione innovativa dello spazio EXPO dopo la fine della manifestazione. La creazione di un distretto moderno integrato che unisce università, scienza, ricerca, innovazione, ecosistema delle startup e imprese consolidate, dove ogni componente contribuisce allo sviluppo concepito è alla base della visione di una vita sana, elevati standard ecologici, e apprendimento e scambio di conoscenze costanti. Ben collegato con le altre parti della città, questo spazio pensato per la vita di 60mila abitanti e a un grande campus universitario e con tutti i servizi richiesti da una vita moderna e sana, è stato fonte di ispirazione anche per i concetti sviluppati a Dubai dopo la loro Esposizione Mondiale.

L’intera area del MIND è ancora in fase di sviluppo e la direzione, che ha il forte sostegno del governo centrale e della Lombardia, sta ampliando il potenziale di sviluppo di questa parte di Milano con il moderno ospedale Galeazzi, che è stato costruito all’interno del quartiere , un esempio delle più alte tecnologie in medicina.

Sono convinto che MIND possa essere uno dei modelli per lo sviluppo futuro dello spazio EXPO 2027, perché è un esempio di come dovrebbe apparire nei primi mesi una “città del futuro”, moderna, sana e avanzata e abbiamo concordato di organizzare una visita dei manager di MIND in Serbia prossimamente, nelle prime settimane dopo la votazione della fiducia al nuovo governo del primo ministro Milos Vucevic.

Jovan Palalić, nato a Backa Palanka nel 1971, è al suo ottavo mandato come Deputato al Parlamento della Serbia e presidente del gruppo interparlamentare di amicizia di Serbia e Italia. Segretario generale del Partito popolare serbo (Srpska Narodna Partija), è stato presidente della commissione per la giustizia e l’amministrazione del Parlamento serbo.

In Serbia scrive su Politika, Novi Standard, Nova Srpska Politicka Misao (Nuovo Pensiero Politico Serbo). Suoi interventi sono apparsi in molte testate italiane quali: Il Giornale, Libero, La Verità, Tempi, Agenzia Stampa Italia, Notizie Geopolitiche, Faro di Roma.

 

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