Fratellanza slava: operazione militare congiunta tra Serbia e Russia

Nonostante le indiscrezioni trapelate a mezzo stampa, ma non confermate, riguardanti la recente espulsione di spie russe dal territorio della Serbia, i due paesi si stanno preparando ad effettuare un’esercitazione militare congiunta, la seconda in meno di un mese.

Un’operazione militare congiunta, denominata Fratellanza slava, che vede coinvolti gli eserciti serbo, russo e bielorusso, prenderà il via giovedì nei pressi di Belgrado, a pochi giorni dalla notizia riguardante l’espulsione di spie russe riportata dai media.  Intanto il Ministero della Difesa ha reso noto che la compagine militare che prenderà parte all’operazione sarà composta da unità speciali di terra serbe e bielorusse e da forze aeree speciali russe per un totale di 700 soldati. L’obiettivo dell’esercitazione, che durerà sei giorni, è quello di preparare le truppe per operazioni speciali anti-terrorismo. L’esercitazione segue quella tenutasi presso la città russa di Novorossiysk lo scorso ottobre e vedrà inoltre impegnati oltre 150 paracadutisti appartenenti al Battaglione di ricognizione della divisione Airborne Ivanovo russa.

L’esercitazione avrà luogo a due settimane dalle affermazioni da parte di funzionari di Belgrado secondo cui sono in aumento nel paese le attività dei servizi segreti sia occidentali che orientali e dall’arresto di diverse persone accusate di aver pianificato attività illegali in Montenegro, in cui però la Serbia ha affermato di non essere assolutamente coinvolta. Le autorità del Montenegro hanno tuttavia affermato che dietro un presunto colpo di stato ordito in occasione delle elezioni tenutesi il 16 ottobre potrebbe esserci stato il coinvolgimento del Cremlino. Diversi media, tanto da parte serba quanto da parte russa, hanno anche riferito che Belgrado avrebbe espulso diversi russi per un presunto coinvolgimento in attività illegali in Montenegro. Le espulsioni si sono verificate simultaneamente alla visita in Serbia da parte del capo del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev, il quale ha ribadito la necessità di una più stretta cooperazione tra le rispettive agenzie di intelligence dei due paesi. Sia il Ministero dell’Interno della Serbia che l’Ambasciata della Russia a Belgrado in seguito hanno negato queste affermazioni, confermando ufficialmente il buono stato dei buoni rapporti tra le due nazioni slave, ma lasciando il pubblico al buio in relazione ai presunti casi di spionaggio.

La cooperazione militare tra Serbia e Russia è andata aumentando nel corso degli ultimi quattro anni. Un’esercitazione denominata Bar-2016 ha avuto luogo dal 10 al 15 ottobre in Serbia, e ha visto allenarsi piloti russi e serbi. Diversi elicotteri Mi-8 russi e MiG-29 sono stati coinvolti nelle attività. Secondo l’esercito russo, i suoi piloti avrebbero appreso alcuni termini di aviazione in lingua serba, al fine di stabilire una cooperazione più efficace.

L’analista Bosko Jaksic sostiene che l’influenza russa in Serbia si sta intensificando: “sto seguendo le fasi della collaborazione militare, e nonostante l’aumento del numero delle operazioni, non si tratta di nulla di drammatico. Tuttavia, l’influenza russa nella parte ‘ortodossa’ dei Balcani si sta intensificando e ciò rappresenta un fenomeno nuovo dall’inizio della crisi Ucraina”. Jaksic sostiene che Russia e Serbia non hanno avuto un rapporto usuale, citando lo stato del personale del Centro Umanitario russo a Nis, per i quali Mosca ha richiesto l’immunità diplomatica.

“Sembra anche che il rifiuto del Primo Ministro russo di recarsi in visita a Belgrado sia dipeso dalla mancata risoluzione della questione relativa al loro status. Quindi qualsiasi cosa, per quanto piccola, risulta essere il pezzo di quel puzzle complesso che è la relazione con la Russia”.

Secondo i dati ufficiali del Ministero della Difesa serbo, fino alla metà del 2012 non ci sono stati importanti attività congiunte tra truppe serbe e russe, senza considerare le visite occasionali di protocollo e la partecipazione militare congiunta a fiere. Anche se la Serbia ha proclamato una dottrina di neutralità militare nel dicembre 2007, la situazione è cambiata dopo che il Ministero della Difesa è stato rilevato da ufficiali fedeli alla maggioranza di governo attualmente alla guida del paese in Serbia, composta dal Partito progressista serbo e dal Partito socialista. Successivamente a questo cambio nella dirigenza, le truppe serbe e russe hanno cominciato ad effettuare diverse esercitazioni congiunte sotto il mandato dell’ex ministro della difesa Bratislav Gasic.

Negli ultimi mesi, le truppe dell’esercito serbo hanno anche partecipato ai Giochi Militari Internazionali 2016 tenutisi a luglio in Russia e il governo di Belgrado ha deciso di acquistare due elicotteri russi Mi-17.

Jaksic ha affermato che l’influenza della Russia non appare evidente soltanto nelle dichiarazioni provenienti dal presidente serbo Tomislav Nikolic, il quale avrebbe dichiarato che “la Russia è la mia seconda madre”:”ci sono partiti filo-russi, sia nel governo che in parlamento. La retorica prevalente nel discorso pubblico è apertamente anti-UE e USA e filo-russa. Il pericolo di una rinnovata aggressività da parte della Russia appare reale”, sostiene Jaksic. 

(BalkanInsight, 02.11.2016)

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