Omicidio Curuvija: nuovi sviluppi sul caso

Miladin Suvajdzic, un ex membro del cosiddetto clan di Zemun, ha testimoniato in tribunale che uno dei capi della banda “ha confessato” di aver ucciso il giornalista dell’opposizione serba Slavko Curuvija nel 1999.

Suvajdzic, testimone sotto protezione dopo aver testimoniato contro i suoi ex alleati della banda di Zemun, ha dichiarato presso la corte di Belgrado lunedì che Mile Lukovic, alias Kum, ha ammesso la sua responsabilità per l’assassinio di Curuvija nell’aprile del 1999.

La polizia ha ucciso Lukovic, uno dei capi della famigerata banda di Zemun, i cui membri sono stati riconosciuti colpevoli dell’assassinio del Primo Ministro serbo Zoran Djindjic, nel marzo 2003 durante il tentativo di arrestarlo per il suo presunto coinvolgimento nell’assassinio del premier.

“Dopo l’assassinio del Primo Ministro, ero un corriere e mi recai nella casa in Vojvode Stepe, a Belgrado, dove abitava Mile Lukovic Kum. Sapeva che la sua fine era vicina e mi confessò che la banda di Zemun aveva ucciso Curuvija”. Questo, secondo il quotidiano Danas, quanto avrebbe riferito alla corte Suvajdzic.

Suvajdzic ha testimoniato che Lukovic confessò anche diversi altri omicidi.

Tuttavia, Suvajdzic sottolinea che all’epoca Lukovic era “completamente pazzo e racontava di aver commesso tonnellate di altri omicidi”, tanto che le sue parole risuonavano scarsamente attendibili. Suvajdzic ricorda di aver già raccontato alla polizia, nel 2003, quanto Lukovic gli aveva rivelato, ma non ci fu alcun seguito alle sue affermazioni.

Curuvija venne assassinato con 17 colpi di pistola alla schiena di fronte al palazzo in cui viveva a Belgrado – un omicidio che la sua famiglia e gli ex colleghi hanno sempre ritenuto essere stato motivato dall’opposizione del giornalista al regime del presidente jugoslavo Slobodan Milosevic.

Secondo l’accusa, uno ‘sconosciuto’ avrebbe ordinato l’esecuzione di Curuvija e Radomir Markovic, ex capo della Sicurezza di Stato, fu complice del crimine, mentre tre ex ufficiali dei Servizi di sicurezza – Ratko Romic, Milano Radonjic e Miroslav Kurak – parteciparono all’organizzazione e all’esecuzione del delitto. Secondo quanto venne accertato, Kurak fu l’esecutore diretto, e Romic il suo complice.

Tre dei sospetti si sono dichiarati non colpevole, mentre Kurak è in fuga e viene processato in contumacia.

Markovic sta attualmente scontando una condanna a 40 anni per l’omicidio dell’ex Presidente serbo Ivan Stambolic e per altri reati, mentre Romic e Radonjic sono stati assolti nel settembre dall’accusa per il tentato omicidio del leader dell’opposizione Vuk Draskovic nel 2000.

Suvajdzic ha inoltre riferito alla corte che dopo la morte di Curuvija, la banda criminale di Zemun aveva pianificato l’esecuzione degli imputati Kurak e Romic, su ordine di uno degli altri leader della banda, Dusan Spasojevic. Secondo quanto Suvajdzic avrebbe appreso da altri membri della banda, sembra che Milorad Ulemek, alias Legija, ex Comandante delle forze speciali della polizia, giudicato colpevole dell’assassinio di Zoran Djindjic, fosse il mandante. Tuttavia, la banda rinunciò al piano dopo che Ulemek aveva raggiunto un accordo con Kurak.

Il tribunale ha anche ascoltato lunedì la testimonianza di Rodoljub Milovic, un poliziotto in pensione che ha guidato l’unità di polizia Poskok, responsabile delle indagini sull’omicidio Curuvija nei primi anni 2000.

Milovic ricorda, dopo l’omicidio di Djinjdic, di aver sentito Suvajdzic raccontare alla polizia la confessione di Lukovic. L’ex poliziotto ha aggiunto che l’inchiesta della polizia sull’omicidio di Curuvija andò in diverse direzioni, portando ad “un sacco di informazioni e mezze informazioni”, compresi i dati relativi agli imputati Romic e Kurak, ma nessuna prova.

Milovic ha riferito inoltre di aver parlato con Luka Pejovic, un membro interno dell’Unità Operazioni Speciali del Ministero, indicato come autore dell’omicidio di Curuvija da alcuni testimoni, ma Pejovic venne in seguito a sua volta assassinato nel 2000, prima che i due potessero rincontrarsi. Secondo la testimonianza di Milovic, Branka Prpa, vedova di Curuvija, con il giornalista al momento della sua uccisione, pur ammettendo la possibilità che Pejovic fosse il colpevole, non se ne è mai dichiarata sicura.

(BalkanInsight, 16.01.2017)

http://www.balkaninsight.com/en/article/crime-gang-head-claimed-murder-of-serbian-journalist-witness-says-01-16-2017

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