Omerovic risponde al Patriarca Irinej: donne libere di decidere sulla maternità

“In questo paese sono le donne, non i dignitari religiosi, a decidere se avere figli”: questa la reazione del Presidente della Commissione per i diritti umani e delle minoranze del Parlamento serbo, Meho Omerovic, che ha reagito mercoledì alla dichiarazione del Patriarca della Chiesa ortodossa serba, Irinej, secondo cui “le donne serbe sono obbligate a partorire.”

Omerovic ha ricordato che la Serbia rispetta la separazione tra Chiesa e Stato, e ha aggiunto, in una dichiarazione scritta inviata ai media mercoledì, che “i dignitari religiosi sono liberi di ‘sollecitare doveri in base alle regole divine’.”

“Io non voglio discutere le regole divine, ma ci sono regole alle quali tutti devono obbedire: la legge e la Costituzione della Serbia, nonché i diritti e gli obblighi, che si applicano ugualmente a tutti”, ha sottolineato.

Omerovic ha poi osservato che le donne in Serbia decidono per se stesse, in base alla propria volontà, in linea con la legge, sull’avere o meno figli, e ha anche ricordato che “purtroppo, ci sono donne che, per motivi di salute, non possono avere figli”.

La reazione segue la dichiarazione che il Patriarca della Chiesa ortodossa serba Irinej ha rilasciato al tabloid di Belgrado Alo, secondo cui è “nostro dovere rinnovare la nostra nazione, e raccomandare alle nostre mamme che hanno l’obbligo di dare alla luce i bambini, sotto la benedizione divina, e in questo modo sopravvivere nella storia, anche se abbiamo sofferto (come nazione) “.

Anche la Ministra e Presidente del Corpo di coordinamento per l’uguaglianza di genere, Zorana Mihajlovic, ha voluto esprimere la propria posizione, dichiarando che alle donne “dovrebbe essere consentito” avere figli “quando vogliono”.

La dichiarazione del Patriarca Irinej segue quella del capo della Chiesa ortodossa in Montenegro, Metropolitan Amfilohije, il quale, parlando in Kosovo, ha affermato che le donne serbe avrebbero “ucciso più bambini” di Mussolini, Hitler, e Broz, e di “quelli ora in Kosovo e Metohija” tutti insieme, e che, secondo lui, lo avrebbero fatto decidendo di porre fine alle gravidanze indesiderate.


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(b92, 25.10.2017)

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