Oggi nuovi negozIati con Pristina, le autorità serbe si aspettano un accordo

Oggi a Brusseles inizia il nuovo round negoziale tra Belgrado e Pristina. Le due parti intendono finalizzare gli accordi sulla Comunità dei municipi serbi, nonchè sul settore dell’energia, la Telekom, mentre un ulteriore tema sarà anche la libertà di movimento a Kosovoska Mitrovica.

Le attese di Belgrado e Pristina sono molto alte perchè da questo accordo dipende anche la velocità del progresso sulla strada europea di ambedue le parti. Però, la squadra negoziante serba non rinuncerà alle prerogative di governo esecutivo sulle quali insiste, inaccettabili per la parte albanese.

Il primo ministro serbo, Aleksandar Vucic ha detto che molti, tra i quali anche il ministro degli esteri kosovaro, Hashim Tachi non sanno che cosa è l’autorità esecutiva. Inoltre, Vucic ha comunicato che la Serbia non accetterà la sovranità del Kosovo come è stato nel caso della Bosnia ed Erzegovina.

“Andiamo a Brusseles per trovare un accordo. Non accetteremo quello che è contrario agli interessi serbi e agli interessi della nostra gente in Kosovo. Siamo pronti a metterci d’accordo”, ha comunicato Vucic prima della sua partenza per Brussels.

Il direttore dell’Ufficio per le relazioni con i media del Governo, Milivoje Mihajlovic ha espresso le sue aspettative per cui l’accordo sulla Comunità dei municipi serbi  sarà concluso. Secondo Mihajlovic, la situazione non si è cambiata molto da giugno, solo è cambianto l’orientamento dell’UE che vuole risolvere tale questione. “Non si tratta dell’accordo sulla Comunità dei municipi serbi, visto che esso è stato raggiunto già nel 2013. Si tratta che Pristina deve smettere di ostacolare l’implementazione dell’accordo. Tutti gli accrodi conclusi a Brusseles sono stati realizzati, tranne questo, perchè esiste una paura quasi paranoica tra l’elitè politica albanese. Credo che questo sia un modo per evitare anche la formazione del Tribunale speciale per i crimini di guerra”, ha spiegato Mihajlovic.

Se l’accordo non venisse raggiunto, continuerebbero le pressioni dell’Occidente su Belgrado e Pristina.

(RTS, 25.08.2015.)

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