L’Occidente pianifica un’offensiva mediatica anti-russa in Serbia

Secondo il quotidiano di Belgrado Vecernje Novosti, gli Stati Uniti d’America e i loro alleati starebbero pianificando una feroce offensiva mediatica anti-russa in Serbia.

Il quotidiano afferma di aver appreso che una parte dei 250 milioni di dollari assegnati dal Congresso americano al Fondo contro l’influenza russa per gli anni fiscali 2017 e 2018 arriverà presto in Serbia a questo scopo.

Inoltre sarebbero in corso i preparativi per lanciare un progetto chiamato “Contro la campagna di disinformazione russa nei Balcani”, che dovrebbe partire alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo, con il lancio di un “centro mediatico regionale per la difesa e problemi di sicurezza”, ora indicato con il nome “The Balkan Security Network”.

Secondo l’articolo, il lavoro di “contrasto alla guerra d’informazione russa nella regione” – in realtà un tentativo di stabilire il controllo dell’amministrazione americana in tutti i media in questo settore – è guidato da John Cappello, senior fellow per gli affari militari presso la Fondazione per la difesa delle democrazie (FDD) ed ex inviato militare presso le ambasciate statunitensi in Serbia e in Israele, e da Daniel Sunter, Direttore dell’Iniziativa euroatlantica dell’ONU di Belgrado (EAI).

Il progetto coinvolgerebbe anche il settore della diplomazia pubblica della NATO da Bruxelles e l’ufficio NATO di Belgrado, mentre svolgerà un ruolo importante Simon Fitzgibbon, inviato della difesa all’Ambasciata britannica di Belgrado. I finanziamenti per la realizzazione del progetto dovrebbero essere messi a disposizione dal Consiglio Atlantico, dal Fondo Marshall Tedesco, dal National Endowment for Democracy (NED), uno dei finanziatori principali del cosiddetto settore delle ONG in Serbia, nonché dal Comando americano (militare) per l’Europa (USEUCOM).

I rappresentanti diplomatici della Germania, del Canada e della Norvegia, nonché della Slovenia, dovrebbero contribuire attraverso la partecipazione del colonnello (ret.) Anton Tunja, ex inviato militare della Slovenia in Serbia.

Per inciso, i piani per l’offensiva propagandistica diplomatica-militare occidentale sulla Serbia rientrano nel quadro dalla legge contro le attività destabilizzanti dell’Iran, adottata nel congresso degli Stati Uniti il 27 luglio, continua l’articolo.

L’atto prevede anche l’istituzione del cosiddetto fondo propagandistico anti-russo di 250 milioni di dollari che dovrebbe essere utilizzato per contrastare l’influenza russa non solo in Serbia, ma anche in Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Macedonia, Moldavia, Kosovo e Ucraina, nonché in paesi membri dell’UE “vulnerabili” a tale influenza.

(b92, 14.09.2017)

http://www.b92.net/eng/news/world.php?yyyy=2017&mm=09&dd=14&nav_id=102317

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