Nuovo governo Vucic: critiche dalle opposizioni e reazioni internazionali

L’annuncio in data di ieri della composizione del nuovo governo Vucic ha suscitato reazioni indignate da parte dell’opposizione interna ed interesse da parte della stampa estera. 

Il movimento politico “Dosta je bilo” (“Basta”) ritiene che la seduta del Parlamento durante la quale il nuovo governo dovrà essere nominato si svolgerà in violazione delle norme del Regolamento, e per questo motivo il leader del movimento ha chiesto che la seduta venga rinviata alla settimana prossima.

“Dosta je bilo” ha sottolineato che la Presidente del Parlamento Maja Gojkovic ha inviato una lettera al gruppo parlamentare DJB dieci minuti prima della scadenza delle 24 ore, lasso di tempo che i deputati hanno di diritto a disposizione per aggiungere i punti nell’ordine del giorno. “Nella lettera inviata non viene fornita alcuna motivazione che giustifichi la convocazione urgente della seduta, mentre i deputati non ne sono stati informati per iscritto”, viene evidenziato ancora nella comunicazione del movimento DJB. 

Inoltre, il premier incaricato Aleksandar Vucic viene accusato di essere interessato solo alle elezioni presidenziali e di “giocare con il Parlamento, umiliando questa istituzione”. 

“Visto che non ha nessun piano per il governo, ha creato uno spettacolo di teatro in modo tale che le critiche siano sentite dal numero minore possibile di cittadini. Il governo che sarà formato da Vucic non avrà nessun futuro, tranne quello di assicurare la miglior posizione al premier incaricato per la sua candidatura alle future elezioni presidenziali”, viene indicato nella comunicazione del movimento DJB.

Il Presidente del Partito Democratico (DS) Bojan Pajtic si allinea su questa posizione, affermando che “il nuovo governo serbo avrà come l’unico obiettivo la difesa del rating di Aleksandar Vucic, mentre la sua composizione dimostra che la vita dei cittadini non migliorerà”. Il leader dei democratici ha aggiunto che “in Serbia c’è solo un uomo, mentre i suoi ministri sono solo esecutori dei suoi ordini”. Pajtic non risparmia critiche e accuse, sostenendo che “il governo gestito da Vucic ha tagliato pensioni e stipendi, stipulato contratti segreti e non favorevoli per l’importo di 900 miliardi di dinari, mostrato la reale assenza di uno stato di diritto nel caso Savamala, ed inoltre attraverso questa composizione del governo ha provato a soffocare la libertà di espressione nei media”. 

Il Partito Democratico di Serbia (DSS) ritiene che il nuovo governo si porrà in una linea di continuità con quello precedente per quanto riguarda il programma, ma anche per quanto riguarda le promesse non mantenute.

DSS ha comunicato che “non c’è nessun dubbio che l’estensione del potere personale di Vucic e della politica sottoposta agli interessi dell’Unione Europea e degli Stati Uniti sia l’unica ragione dietro alle elezioni parlamentari straordinarie. Non si spiega in altro modo, se non politicamente, che nonostante le elezioni il governo sarà guidato dallo stesso uomo e composto dagli stessi partiti”. 

“Hanno annunciato la formazione del governo nei termini brevi, mentre abbiamo aspettato 100 giorni dopo le elezioni. Questa è un’altra promessa di Vucic non realizzata. Anche la promessa che il governo sarà ridotto ed efficace non è stata mantenuta, perché il premier incaricato ha proposto tre ministri senza portafoglio”, conclude il comunicato di DSS.

Il ministro gay nel nuovo governo: clamore internazionale

Uno degli aspetti storici rilevanti legati alla composizione del nuovo governo Vucic è la nomina a Ministro dell’Amministrazione Pubblica e delle Autonomie Locali di Ana Brnabic, il cui orientamento sessuale è noto e dichiarato pubblicamente. Per la prima volta la Serbia avrà una ministra apertamente gay, e la notizia ha suscitato interesse sia nel pubblico locale che nei media regionali e internazionali.

L’Agenzia AP degli Stati Uniti ha indicato che il nuovo governo di Vucic ha incluso una ministra gay, primo caso in “questo paese conservativo nei Balcani”, aggiungendo che la Serbia ha promesso di rafforzare i diritti della popolazione gay durante il processo di adesione all’Unione Europea.

L’Agenzia francese AFP ha citato la dichiarazione di Vucic, il quale, accogliendo la ministra nel governo, si è detto “non interessato dell’orientamento di Ana Brnabic”. A proposito della Serbia e degli altri paesi balcanici, l’AFP parla di un clima di diffusa omofobia, e delle pressioni cui Belgrado sarebbe sottoposta per migliorare e garantire la protezione dei diritti della comunità LGBT.

L’Agenzia italiana ANSA sottolinea che l’evento rappresenta “una novità assoluta per la Serbia e per il resto dei Balcani”.

(Blic, Tanjug, 08.08.2016)

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