Nuovi sondaggi: cattive notizie per il governo di Vučić

Il portale Savremena politika ha pubblicato un sondaggio d’opinione dell’International Republican Institute (IRI), secondo cui il 49% degli intervistati ritiene che la Serbia stia andando nella direzione sbagliata, mentre il 41% pensa che il Paese stia procedendo nella direzione giusta.

Il giornalista di European Western Balkans e commentatore politico Aleksandar Ivković afferma che si tratta di cattive notizie per il governo. “Gli analisti sostengono spesso che la domanda sulla direzione in cui si ritiene stia andando il Paese sia un buon indicatore della possibilità di un cambio di governo alle elezioni. Ciò non significa che tutti coloro che ritengono che la Serbia non stia andando nella direzione giusta voteranno necessariamente contro il governo, ma rappresenta comunque un indicatore generale che mostra come questa situazione non cambi ormai da molto tempo“, afferma, aggiungendo che è così dalla primavera dello scorso anno.

Secondo Ivković, all’inizio del 2025, con la nascita del movimento studentesco, l’opinione pubblica è cambiata in modo significativo e da allora sono rimasti stabili anche gli indicatori relativi alla percezione della direzione intrapresa dal Paese e a ciò che i cittadini considerano il problema principale della Serbia. “Dopo il crollo della tettoia della stazione ferroviaria, in tutte le principali indagini pubblicate la corruzione risulta essere il problema principale. Anche questa è una cattiva notizia per il governo, perché preferirebbe che la corruzione non diventasse un tema della campagna elettorale, dato che si tratta di una questione che gli si ritorce contro“, afferma.

Alla domanda: “Se le elezioni si tenessero domenica, quanto è probabile che lei andrebbe a votare?”, il 68% degli intervistati ha risposto che voterebbe “molto probabilmente”, mentre un ulteriore 15% ha dichiarato che voterebbe “probabilmente”. Secondo Ivković, ciò lascia prevedere un’affluenza molto elevata. “Soprattutto se quel 15% che ha dichiarato che probabilmente andrebbe a votare decidesse effettivamente di farlo. Nessun sondaggio mostra che il governo possa ampliare in modo significativo la propria base elettorale, il che significa che i nuovi elettori sono con ogni probabilità molto più contrari al governo che favorevoli. Più alta sarà l’affluenza e maggiore sarà il numero degli elettori che si recheranno alle urne, tanto peggiori saranno le notizie per il partito al governo“, afferma Ivković.

Le indagini mostrano inoltre che il sostegno all’Unione europea è aumentato in Serbia. Secondo Ivković, ciò è influenzato da quanto sta accadendo nei Paesi vicini, dove i cittadini vedono che Montenegro e Albania hanno accelerato il loro percorso di integrazione europea. “L’aspetto importante è che tra coloro che sostengono le proteste studentesche l’orientamento filoeuropeo è superiore alla media: il 61% sostiene l’Unione europea, mentre poco più del 20% vi si oppone“, afferma.

Alla domanda su quanto questo possa influenzare il movimento studentesco, considerando che quest’ultimo non ha preso posizione sulla questione europea, Ivković ritiene che si tratti di una scelta strategica. “Sì, il 61% è favorevole all’UE, ma non bisogna perdere nemmeno quel poco più del 20% contrario, perché, per quanto questi sondaggi e questi dati siano relativamente negativi per il governo, ci si aspetta comunque una competizione elettorale molto incerta e ogni voto sarà importante. In questo senso, immagino che la scelta strategica del movimento studentesco sia quella di non prendere una posizione esplicita sull’Unione europea, poiché ciò potrebbe allontanare una parte degli elettori contrari all’UE che, tuttavia, voterebbero per una lista sostenuta dagli studenti“, spiega.

Ivković ritiene che, qualora decidesse di indire elezioni parlamentari anticipate, il governo lo farebbe prima delle elezioni presidenziali per garantirsi una maggioranza in Parlamento. “L’idea sarebbe quella di consolidare prima la propria posizione attraverso le elezioni parlamentari e, successivamente, l’esito delle presidenziali — che vengano vinte o perse — sarebbe meno determinante, purché venga riconquistata la maggioranza parlamentare. Resta però ancora incerto se riusciranno davvero a ottenerla“, valuta.

L’interlocutore di N1 ritiene inoltre che la decisione definitiva non sia ancora stata presa, ma che all’interno del Partito Progressivo Serbo (SNS) sia già stato dato l’ordine di prepararsi a possibili elezioni parlamentari entro la fine dell’anno. “Se saranno effettivamente indette o meno sarà deciso all’inizio dell’autunno, dopo l’erogazione degli aiuti sociali e del cosiddetto ‘denaro distribuito dall’elicottero’, annunciato per la seconda metà di settembre. È anche possibile che uno dei fattori sia l’attesa dell’esito delle elezioni in Bosnia ed Erzegovina, previste per il 4 ottobre“, conclude Ivković.

(021.rs, 06.08.2026)
https://www.021.rs/info/srbija/451430/nova-istrazivanja-javnog-mnjenja-sadrze-lose-vesti-za-vucicevu-vlast

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