Nuova ondata di regolamentazione verde: come le aziende in Serbia possono finanziare la decarbonizzazione?

Il Regolamento sulle condizioni, i criteri e le modalità di assegnazione degli incentivi finanziari per la decarbonizzazione è entrato in vigore il 13 giugno 2026. Con questo provvedimento, il settore produttivo serbo dispone di un nuovo meccanismo normativo istituito sulla base della Legge sull’imposta sulle emissioni di gas a effetto serra.

Mentre le condizioni per fare impresa in Serbia si allineano rapidamente agli standard dell’UE, i vertici delle aziende si pongono sempre più spesso la stessa domanda: come finanziare la necessaria trasformazione tecnologica, ridurre le emissioni e sfruttare gli incentivi statali nel percorso verso un’attività sostenibile?

Il quadro finanziario è stato definito in modo tale che l’intensità massima degli incentivi per singolo progetto possa raggiungere i 200 milioni di euro. Il principio di base è che l’importo approvato copra esclusivamente il minimo dei finanziamenti necessari per portare a termine con successo l’investimento.

Criteri e livello del sostegno in base al tipo di progetto

L’entità dell’incentivo finanziario dipende direttamente dalla soluzione tecnologica e dalla natura dell’investimento.

Le soglie di sostegno più elevate sono riservate ai progetti che prevedono l’utilizzo di idrogeno, fonti di energia rinnovabile, soluzioni avanzate per lo stoccaggio, la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCUS), nonché combustibili a basse emissioni. Per le altre categorie si applicano percentuali inferiori, con un aumento dell’intensità massima previsto dalla legge per le piccole e medie imprese (PMI).

I progetti nei settori dei biocarburanti, del biogas e dell’idrogeno richiedono una documentazione completa e conforme. Sono necessari certificati pertinenti e registri regolari che attestino l’origine. In questo modo è possibile dimostrare l’effettiva riduzione delle emissioni ed evitare il doppio conteggio dei risparmi.

Il finanziamento dei progetti relativi alla cattura e allo stoccaggio della CO₂ viene concesso a condizione che sia garantito lo stoccaggio geologico permanente o il fissaggio permanente del carbonio nei materiali.

Gli investimenti nelle fonti energetiche fossili sono in linea di principio esclusi, fatta eccezione per il gas naturale nei casi in cui non esista un’alternativa tecnica. Per tali progetti è obbligatorio un chiaro piano di dismissione entro il 2040, una riduzione delle emissioni dirette di almeno il 70% e un aumento della capacità limitato a un massimo del 15%.

Il sostegno comprende le fonti di energia rinnovabile presso il sito in cui viene svolta l’attività, la cogenerazione ad alto rendimento e le relative infrastrutture, con la regola che la capacità complessiva non venga aumentata, salvo circostanze eccezionali precisamente definite.

Chi può presentare domanda e perché il momento della presentazione è decisivo?

Possono partecipare i soggetti obbligati per le proprie misure, le parti correlate qualora gli investimenti siano finalizzati alla riduzione delle emissioni del soggetto obbligato, nonché i titolari di nuove fasi di progetti precedentemente avviati.

Tra le condizioni amministrative spicca una regola fondamentale: i lavori di attuazione del progetto non possono iniziare prima della presentazione della domanda ufficiale. Inoltre, i richiedenti devono essere regolarmente operativi: sono esclusi i soggetti in liquidazione o in difficoltà finanziarie.

Dalla domanda alla realizzazione: come funziona la procedura?

La procedura di assegnazione dei fondi viene avviata con la pubblicazione di un bando pubblico sul sito ufficiale del Ministero della Protezione Ambientale. Dopo la scadenza del termine per la presentazione delle domande, i progetti ricevuti vengono valutati da una commissione di esperti nominata dal ministro.

Nella valutazione delle domande vengono presi in considerazione la riduzione prevista delle emissioni, il rapporto tra costi ed effetti attesi, la fattibilità tecnica, il grado di preparazione del progetto per la realizzazione e la sostenibilità dei risultati. Sulla base della valutazione effettuata, il ministro adotta la decisione definitiva sull’assegnazione dei fondi.

I beneficiari dei fondi approvati sono tenuti a utilizzarli esclusivamente per le finalità previste e in conformità con il contratto stipulato, mentre il Ministero della Protezione Ambientale ne controlla costantemente l’utilizzo attraverso relazioni periodiche e verifiche dirette sull’attuazione dei progetti.

Per le aziende che puntano alla sostenibilità a lungo termine e all’allineamento agli standard dell’Unione europea, le nuove norme non rappresentano soltanto un obbligo amministrativo, ma anche un’opportunità per rafforzare la competitività. Le imprese che intraprendono il processo di decarbonizzazione possono acquisire un vantaggio significativo sul mercato dell’Unione europea.

Fonte: Forbes, 19.08.2026

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