Il numero di cittadini serbi che crede nell’adesione all’UE è il più basso dei Balcani

Solo il 36% dei cittadini serbi ha fiducia nell’UE e appena il 35% ritiene che l’ingresso nell’Unione europea sarebbe una cosa positiva, secondo l’ultima ricerca di Eurobarometro. Secondo gli analisti intervistati da “Blic”, le ragioni vanno ricercate nel fatto che sempre più cittadini serbi vedono l’UE come un attore dai doppi standard e, allo stesso tempo, dubitano che l’adesione all’UE possa portare prosperità economica.

Tra tutti i Paesi dei Balcani occidentali, la Serbia occupa nettamente l’ultimo posto sia per quanto riguarda la fiducia nell’UE sia per l’atteggiamento verso l’ingresso nell’Unione europea. È interessante notare che la stessa percentuale di cittadini in Serbia – il 35% – ritiene che l’adesione all’UE sarebbe una cosa positiva oppure non abbia alcuna opinione al riguardo. Nel frattempo, il 30% dei cittadini serbi pensa che l’ingresso della Serbia nell’UE sarebbe una cosa negativa. A titolo di confronto, in Albania addirittura l’84% dei cittadini sostiene l’ingresso nell’UE, mentre in Montenegro il sostegno raggiunge il 66%, secondo il sondaggio Eurobarometro riportato da European Western Balkans.

Fiducia nell’UE

  • Albania: l’80% dei cittadini ha fiducia nell’UE, mentre il 16% non ne ha
  • Kosovo (presentato nel sondaggio come Stato indipendente): il 75% dei cittadini tende ad avere fiducia nell’UE, mentre il 17% tende a non averne
  • Montenegro: il 65% dei cittadini tende ad avere fiducia nell’UE, mentre il 31% tende a non averne
  • Macedonia del Nord: il 60% dei cittadini ha fiducia nell’UE, mentre il 31% tende a non averne
  • Bosnia ed Erzegovina: il 56% dei cittadini tende ad avere fiducia nell’UE, mentre il 40% tende a non averne
  • Serbia: solo il 36% delle persone tende ad avere fiducia nell’UE, mentre il 59% tende a non averne

Adesione all’UE: una cosa positiva o negativa?

  • Albania: l’84% dei cittadini ritiene che sarebbe una cosa positiva, mentre solo il 5% pensa che sarebbe negativa
  • Montenegro: il 66% dei cittadini afferma che l’adesione all’UE sarebbe una cosa positiva, mentre il 10% ritiene che sarebbe negativa (il resto dei cittadini pensa che non sarebbe “né una cosa positiva né negativa”)
  • Macedonia del Nord: il 62% dei cittadini pensa che l’ingresso nell’UE sarebbe una cosa positiva, mentre solo il 9% non lo pensa
  • Bosnia ed Erzegovina: il 48% dei cittadini ritiene che l’adesione all’UE sarebbe una cosa positiva, il 27% pensa che sarebbe negativa, mentre il 25% ritiene che non sarebbe né positiva né negativa
  • Serbia: solo il 35% dei cittadini ritiene che sarebbe una cosa positiva, il 30% pensa che sarebbe negativa, mentre il 35% ritiene che non sarebbe né positiva né negativa

“Esistono scetticismo e pessimismo”

Strahinja Subotić, responsabile dei programmi del Centro per le Politiche Europee (CEP), ha dichiarato a “Blic” che questi risultati coincidono più o meno con le ultime rilevazioni del CEP effettuate a febbraio. “Da un lato esiste scetticismo nei confronti dell’UE e dall’altro pessimismo riguardo all’adesione all’Unione europea. I cittadini serbi vedono l’UE come un attore dai doppi standard e, man mano che questa percezione crescerà, aumenterà anche lo scetticismo“, analizza Subotić.

Secondo lui, il rapporto con l’UE presenta sia un aspetto valoriale sia uno economico. “I cittadini vedono che l’UE porta determinati benefici in termini di valori, ma l’UE deve dimostrare di basarsi realmente su quei valori. Inoltre, anche l’economia gioca un ruolo importante. Non c’è la percezione che l’ingresso nell’UE porterà prosperità economica, come invece accadeva, ad esempio, al momento della firma dell’Accordo di stabilizzazione e associazione con l’UE“, valuta Subotić.

Aggiunge che la stessa UE si trova ad affrontare problemi interni. “L’UE è sempre più sotto pressione sia da est sia da ovest, motivo per cui la sua capacità di garantire prosperità economica è limitata. Per questo motivo è sempre meno competitiva. Lo scetticismo verso l’UE esiste persino tra i cittadini filo-europei in Serbia“, afferma Subotić.

“Aspettative e speranze tradite”

Anche Slobodan Zečević, direttore dell’Istituto di Studi Europei, condivide l’opinione secondo cui esistono molte ragioni per cui i cittadini serbi non hanno fiducia nell’UE e nel processo di integrazione europea in generale. “L’intero processo di adesione all’Unione europea dura da troppo tempo. Le aspettative e le speranze nate già nel 2000, con il cambiamento di governo, sono state tradite. Le scadenze per l’ingresso nell’UE sono state continuamente rinviate e i cittadini credono sempre meno nella possibilità che la Serbia diventi membro dell’UE. Per questo motivo addirittura il 35% dei cittadini non sa nemmeno dire se l’ingresso nell’UE sarebbe una cosa positiva o negativa“, afferma Zečević a “Blic”.

Secondo lui, una delle ragioni è anche la questione del Kosovo e il rapporto nei confronti dei serbi in Kosovo e Metohija. “Nemmeno 13 anni dopo la firma dell’Accordo di Bruxelles si è arrivati alla formazione dell’Associazione delle municipalità serbe. Dunque, l’Accordo di Bruxelles non è stato attuato, nonostante l’UE fosse il mediatore. In generale, credo che in Serbia vi sia molta più diffidenza verso la possibilità di entrare nell’UE che verso l’UE stessa“, conclude Zečević.

(Blic, 14.05.2026)
https://www.blic.rs/vesti/politika/objavljeno-najnovije-istrazivanje-porazno-mali-broj-srba-veruje-eu/b0ym197

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top