NS: “Ridurre i sussidi irragionevolmente elevati agli stranieri e darli alle società nazionali”

Il Partito popolare (Narodna Stranka – NS) ha chiesto al governo della Serbia di “ridurre i sussidi irragionevolmente elevati” alle società straniere e di ridistribuire tali fondi alle società nazionali nella stessa misura e alle stesse condizioni.

“All’inizio del prossimo anno sarà possibile licenziare un gran numero di lavoratori, poiché scade il divieto di licenziamento delle aziende che hanno beneficiato di aiuti di Stato nella forma di tre salari minimi. Se ciò accadrà, lo Stato sarà responsabile perché ha perseguito una politica economica sbagliata. E’ reale anche il pericolo di chiusura di molte piccole e medie imprese per mancanza di lavoro”, si legge nel comunicato del Comitato del Partito popolare per l’economia e l’imprenditorialità.

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Lo stesso ha sottolineato che l’affermazione della Ministra dell’Economia Andjelka Atanaskovic e del presidente della Camera di commercio serba, Marko Cadez, secondo cui gli investitori nazionali e stranieri avrebbero gli stessi diritti, non è vera.

“La Ministra Atanasković afferma che per gli uomini d’affari serbi è sufficiente che le tasse siano ridotte dell’1% e che ricevano sussidi per le macchine o l’espansione dell’attività, ma allo stesso tempo lo Stato concede enormi sussidi agli investitori stranieri durante una grave crisi causata dall’epidemia da coronavirus”, afferma il comunicato.

Il Comitato del Partito popolare per l’economia e l’imprenditorialità ha citato l’esempio del produttore di pneumatici giapponese “Toyo Tyres”, che nel bel mezzo della crisi ha ricevuto dallo Stato serbo 41 milioni di euro e 64 ettari di terreno, per un valore di tre milioni di euro. Quindi ha ricevuto 84.000 euro per ogni posto di lavoro, poiché prevede di impiegare 523 persone.

“Lo scorso anno il produttore cinese di pneumatici per auto ‘Linglong Tyres’ ha ricevuto 82,6 milioni di euro di denaro dallo Stato della Serbia, di cui 75 milioni in “contanti” e 95 ettari di terreno agricolo di prima classe fabbricabili, per un valore di 7,6 milioni di euro. I cittadini della Serbia hanno pagato 69.000 euro di sovvenzioni per ogni dipendente”.

Lo stesso gruppo ha osservato che gli investitori stranieri spesso impiegano lavoratori non qualificati per poco più di 200 euro al mese, che sono “costretti a lavorare senza dei diritti del lavoro garantiti, in violazione dell’orario di lavoro prescritto, mentre i sindacati sono spesso banditi”.

“La maggior parte degli investitori stranieri importa principalmente i beni come materie prime, li lavora un po’ e poi li esporta, e lo Stato non ha entrate reali da tale attività, ad eccezione di tasse e contributi sui menzionati bassi stipendi”, si legge nella dichiarazione.

“Nelle aziende nazionali la situazione è opposta, perché queste con il pagamento di tasse e altri oneri al bilancio, praticamente finanziano le operazioni delle società estere, consentendo loro una maggiore competitività a loro discapito”, conclude la nota.

https://www.danas.rs/ekonomija/narodna-stranka-smanjiti-nerazumno-velike-subvencije-strancima-i-dati-domacim-firmama/

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