Novakovic: formiamo troppi manager, e pochi artigiani

“La Serbia era un paese di artigiani e oggi è un paese di manager.

Se non riusciamo a riformare il nostro sistema educativo, la Serbia potrebbe ritrovarsi sprovvista di artigiani. Se non dovesse venire adottata la Legge sulla Artigianato, potrebbero venire a mancare numerose professionalità, quali quelle di saldatori, carpentieri, pittori e decoratori, idraulici e macellai”: è questa la preoccupazione del Presidente dell’Associazione degli Artigiani di Novi Sad, Slavko Novakovic. Tutti gli altri paesi dell’Europa sud-orientale hanno già adottato leggi sulla formazione e l’artigianato e dispongono di una forza lavoro certificata.

“Formiamo manager, economisti e avvocati che diventano immediatamente un’eccedenza nel mercato del lavoro, ma non abbiamo abbastanza lavoratori edili, saldatori, carpentieri e macellai”, ha osservato Novakovic, secondo il quale la legge sull’artigianato, discussa pubblicamente già due volte, non è stata ancora trasmessa al Parlamento nazionale per l’adozione. Novakovic riflette su cosa impedisca alla Serbia di avere una forza lavoro qualificata, come in Romania o Bulgaria, e ricorda che, diversi anni fa, erano le imprese serbe ad assumere saldatori da questi due paesi per lavorare a Sochi, perché non riuscivano a trovare abbastanza saldatori in Serbia.

“Se, per caso, ci fosse stata data l’opportunità di costruire il gasdotto South Stream, non saremmo stati in grado di trovare abbastanza saldatori in Serbia. C’è abbastanza lavoro per tutti, ma abbastanza presto non avremo lavoratori per farlo”, avverte Novakovic. “Ad esempio, nel passato, c’erano oltre 100 sarti e sarte a Novi Sad. Oggi ne restano solo cinque”, aggiunge.

Branislava Simanic, della Camera di Commercio serba, afferma che, secondo i dati statistici pertinenti, in Serbia ci sono 53.811 piccole imprese impegnate nella produzione, 36.497 impiegate nell’industria della trasformazione e 16.621 nell’edilizia. Attualmente sono 11.382 i lavoratori considerati edili come idraulici, fabbri e pittori e decoratori. Inoltre, nel 2017, si sono registrati pochissimi lavori per tessitori e sarti, mentre commessi, meccanici, fabbri e gli operatori del settore automobilistico sono stati i più richiesti.

(Kamatica, 20.11.2017)

https://www.kamatica.com/vest/nekada-smo-bili-zemlja-zanatlija-a-sada-smo-menadzera/55302

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top
More in formazione, lavoro, mercato del lavoro
economia sommersa
Economia sommersa: il sondaggio di NALED

ispettori
Salute e sicurezza sul lavoro: su 400.000 imprese solo 247 ispettori

Close