Non dichiarato un lavoratore su tre

Una ricerca presentata ieri ha evidenziato che un lavoratore su tre non è regolare, mentre uno su due riceve una parte di stipendio in nero.

Lo studio è stato condotto su un campione di 250 aziende da parte dell’agenzia Ipsos, per conto di NALED (Alleanza nazionale per lo sviluppo economico locale) e USAID. Questa è la seconda ricerca commissionata da NALED per monitorare lo stato delle imprese e dell’economia sommersa; in entrambe le inchieste, un’alta percentuale di imprenditori ha affermato di dover licenziare dipendenti e diminuire loro gli stipendi a causa del sommerso. I risultati hanno mostrato che le imprese non credono alla possibilità di sanzioni per le aziende che non rispettano la legge: solo un imprenditore su tre pensa che le ditte che lavorano in nero possano essere scoperte, mentre uno su cinque ritiene che esse verranno sanzionate.

Il 70% degli imprenditori ha dichiarato che l’economia sommersa non dovrebbe esistere, mentre il 48% (+6% rispetto ala precedente rilevazione) ritiene che lo Stato sia determinato a combattere l’illegalità. Tra le lamentele registrate, vi sono quelle che riguardano il lavoro degli ispettori (i quali, secondo gli imprenditori, controllerebbero solo le piccole imprese senza coperture politiche e non sarebbero preparati) e le eccessive attese agli sportelli degli enti e delle banche. Tra le priorità vi sono la lotta al sommerso, l’abbassamento delle tasse e dei contributi, la riforme del settore pubblico. Gli imprenditori hanno salutato positivamente le restrizioni sulle assunzioni introdotte dalla recente modifica della legge sul lavoro.

(Tanjug, 17.09.2014)

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