NIN: Se tutti i progetti promessi fossero stati realizzati, la Serbia sarebbe un paese di benessere

Se si fossero implementati tutti gli investimenti megalomani che le autorità in Serbia avevano annunciato nei decenni precedenti, la Serbia sarebbe oggi un paese con carenza di manodopera, tassi di crescita ed esportazioni doppie, un paese di felicità e di prosperità, scrive NIN.

Nel nuovo numero del settimanale NIN, si ricordano tutti quegli investimenti annunciati dalle autorità serbe ma non realizzati, come la fabbrica dei chip per l’industria aeronautica della società araba Mubadal e gli investimenti di investitori arabi del valore di un miliardo di euro.

E’ incerto anche l’arrivo della società tedesca Toennis, con la cui nel 2015 è stato firmato un memorandum d’intesa per la produzione di tre milioni di suini da ingrasso in Serbia. Questo investitore però, non ha ancora deciso se avviare un’impresa in Serbia.

“La Mercedes arrivava in Serbia ogni volta che i politici avevano bisogno di un investimento sufficientemente importante per il loro trionfo pre-elettorale”, ha affermato NIN.

Le proteste della settimana scorsa a Belgrado servirannno al Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, come alibi per un possibile fallimento dell’arrivo della Volkswagen tedesca in Serbia.

“Fu così anche nel 2012, quando il governo di allora guidato da Boris Tadic e dal Partito Democratico annunciò l’arrivo della società italiana Danieli, che a Sabac avrebbe dovuto investire mezzo miliardo di euro in uno stabilimento per la produzione di attrezzature per l’industria siderurgica, così dopo la rinuncia dell’investitore la colpa è stata data alla vittoria di Tomislav Nikolic alle elezioni presidenziali di quell’anno”, ricorda NIN.

Photo Credits:”Shutterstock

http://rs.n1info.com/Biznis/a469827/NIN-Da-su-realizovani-svi-obecani-projekti-Srbija-bi-bila-zemlja-blagostanja.html?fbclid=IwAR0RbnaQqii-Ij4XIhHyCn_ELAt_sn9afWuX4qTUQqH5ljJAjPng8JGN67k

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top