“Nessuno ci ha chiesto di scegliere tra il Kosovo e l’Unione europea”

“Non rinunceremo all’eurointegrazione e nemmeno al nostro punto di vista” ha dichiarato in un’intervista al programma settimanale Oko della Rts il ministro degli esteri Ivica Dacic, per il quale la Serbia è dispiaciuta per la sospensione dle progetto South Stream ma deve anche badare alla sua sicurezza energetica.

Il ministro degli esteri ha dichiarato che nessuno gli ha posto la questione nei termini di scelta tra l’Unione europea e il Kosovo per cui sul tema non saprebbe cosa rispondere. Commentando la dichiarazione del presidente della Repubblica Tomislav Nikolic per il quale la Serbia deve scegliere tra Unione e Kosovo, Dacic ha detto che il presidente Nikolic è giunto a tale conclusione sulla base della dichiarazione del commissario europea Johannes Hahn che ha affermato che i paesi candidati devono rpima risolvere le dispute territoriali con i paesi vicini prima di poter pensare di aderire all’Unione europea. “Io, come ministro degli esteri, valuto quanto è stato deto in maniera formale e ufficiale e in tal senso nessuno ha sollevato una tale richiesta. E nessuno può farlo, perché cinque paesi dell’Unione non hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo”, ha ricordato Dacic.

“La nostra posizione è che i negoziati con Pristina siano neutrali per quanto riguarda lo status e vogliamo negoziare fino alla soluzione finale, ma la controparte non è interessata a negoziare. Noi non rinuncieremo all’eurointegrazione e non rinunceremo al la nostra posizione: che il Kosovo è parte della Serbia”, ha sintetizzato Dacic, che è anche vice primo ministro.

In merito al South Stream vi è grande rammarico da parte serba per l’interruzione del progetto e che bisogna puntare alla sicurezza energetica del paese: “Giovedì ho parlato a Basilea con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov e oggi il primo ministro Vucic mi ha informato di aver parlato con il suo omologo russo Medvedev e che il dialogo va avanti”, ha detto Dacic, annunciando il summit russo-serbo per il primo trimestre del 2015. Sul tema se le buone relazioni tra Serbia e Russia possano far ottenere al paese balcanico un prezzo del gas più conveniente Dacic ha ricordato che la questione è di competenza del primo ministro “Tuttavia nonostante la cattiva notizia relativa al South Stream credo che la cooperazione con la Russia proseguirà a ottimo livello”, ha affermato Dacic, ricordando che il South Stream è l’unica opzione di rifornimento energetico per i paesi balcanici e che qualche soluzione alternativa deve essere trovata.

Il ministro degli esteri ha ricordato che la Serbia sta provando ad innalzare il suo prestigio internazionale e il summit dei leader del paesi dell’Europa centrale ed orientale con la Cina che si terrà a Belgrado la prossima settimana ne è un esempio, uno dei più importanti palcoscenici che ha ospitato il paese negli ultimi 20 o 30 anni. Dacic ha anche ricordato che sono state rafforzate le relazioni con Germania, Francia e Italia ma lui stesso e alti funzionari del suo ministero hanno visitato i più importanti paesi al mondo.

Infine Dacic ha definito la Bielorussia un paese amico, che intende incrementare l’interscambio con la Serbia dagli attuali 200 a 500 milioni di euro di controvalore.

(RTS, 08.12.2014)

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