Nell’azienda italiana “Valy” 62 operai licenziati dopo aver subito minacce e percosse

Un gruppo di lavoratori licenziati dall’azienda italiana con sede a Loznica “Valy”, ha organizzato una protesta davanti alla fabbrica in occasione, come sostiene, di un processo di riduzione del personale poco chiaro. Una delle operaie, che ha voluto rimanere anonima, ha affermato che le molestie verso i lavoratori erano all’ordine del giorno, che i responsabili vicini al direttore della fabbrica spesso insultavano gli operai, e che c’era stata “violenza fisica contro alcuni di loro”.

In una conversazione per il portale “Masina”, la stessa ha precisato che spesso gli operai venivano apostrofati e insultati e che ci sono stati casi di uso della forza fisica contro alcuni. L’operaia ha spiegato che un presunto incidente è avvenuto durante il turno di notte in bagno, dove una responsabile avrebbe picchiato un lavoratore e si sarebbe poi licenziata. Secondo lei, l’azienda “Valy” assicurava solo un pasto caldo che ammontava a soli 600 dinari al mese, cioè circa 30 dinari al giorno, e che nessuno di loro ha un documento scritto o orale per dimostrare gli anni di lavoro finora svolti.

“Sono stati negati dei diritti, non solo a noi, ma anche a chi è rimasto al lavoro. Hanno misurato il tempo dei nostri bisogni fisiologici. Abbiamo taciuto a causa delle nostre famiglie e abbiamo lavorato solo per sopravvivere. Hanno dichiarato in esubero le madri single, le vedove e le donne che stanno educando i loro figli. Adesso ci licenziano con un TFR che basta per due mesi”.

Un’altra lavoratrice e madre single di due figli, Suzana Cvejić, ha raccontato di essere stata negli ultimi anni vittima del mobbing di uno dei capi, soprattutto dopo aver avuto un aborto spontaneo. Suzana ha detto che il suo capo le ha chiesto di consegnare il passaporto in modo da non poter abusare del congedo per malattia, ma anche che le persone dell’azienda sono spesso passate a casa sua per verificare se fosse davvero in congedo per malattia.

Zeljko Veselinovic, presidente del sindacato unito “Sloga”, ha affermato che il processo di licenziamento è passato senza alcun programma sociale, cosa che ogni datore di lavoro dovrebbe rispettare. “Sfortunatamente, l’azienda Valli non se ne è interessata e ha lasciato un numero enorme, principalmente donne, nei guai”.

Ha anche aggiunto che è sicuro che alla fine tutto si risolverà e secondo lui i lavoratori torneranno ai loro posti di lavoro. Si ricorda che nello stabilimento di Loznica “Valy” sono stati licenziati un totale di 62 lavoratori, ma il processo di riduzione del personale non è stato svolto in modo trasparente, ovvero i criteri in base ai quali sono stati selezionati gli esuberi erano sospetti e i lavoratori licenziati pensano di essere stati colpiti dal provvedimento perché esercitavano il diritto al congedo per malattia.

Photo credits: “Valy Foto:printscreen/facebook”

Nazivali ih izmetom, vređali, ponižavali i tukli radnice: A sad ih otpuštaju

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