Nel 2020 le aziende serbe hanno portato più di un miliardo di euro nei paradisi fiscali

L’anno scorso le aziende serbe, secondo i dati della Banca nazionale della Serbia (NBS), hanno speso 1,06 miliardi di euro nei pagamenti ai Paesi della zona offshore. Una recente analisi dell’operatività di 36 grandi banche europee, obbligate a rendere pubblici i dati sulla propria attività, ha mostrato che le principali banche del Vecchio Continente “risparmiano” circa 20 miliardi di euro all’anno nei “paradisi fiscali”, equivalenti al 14% dei loro profitti totali.

Allo stesso tempo, gli ultimi dati della Banca nazionale della Serbia (NBS) sulle operazioni di pagamento delle società serbe con l’estero, mostrano che nel 2020 i residenti hanno effettuato pagamenti verso dei Paesi classificati da Eurostat (BOP Vademecum) come zone offshore per un totale di 1,06 miliardi di euro, il 22,6% in meno rispetto al 2019. Il ritorno da questi Paesi è stato di 818,5 milioni di euro, il 19,7% in più rispetto a due anni fa.

Il fatturato dei pagamenti che le società serbe hanno realizzato nei primi sei mesi di quest’anno nelle zone offshore ammonta all’equivalente di 472,2 milioni di euro, ovvero l’11,9% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Secondo la NBS, circa l’80% delle transazioni da questi Paesi riguarda pagamenti per l’importazione di merci (379 milioni di euro), e la maggior parte di questi pagamenti sono stati effettuati da società registrate per il commercio all’ingrosso, ad eccezione del commercio di autoveicoli e motocicli (115,2 milioni di euro), produzione di metalli di base (93,2 milioni di euro), sfruttamento di minerali e metalli (60,9 milioni di euro).

Nel periodo gennaio-giugno 2021, l’afflusso dai Paesi offshore è stato pari a 652,5 milioni di euro, il 76,9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e l’aumento dell’afflusso è principalmente legato all’utilizzo dei prestiti da parti legate dall’estero (259,2 milioni di euro), secondo la NBS.

Si registra un balzo nelle transazioni dei pagamenti con Hong Kong, che è cresciuto negli ultimi sei anni, e tale crescita è in gran parte il risultato di investimenti diretti da questo Paese in aziende serbe del settore manifatturiero e minerario. Osservati per Paese, i pagamenti maggiori sono stati effettuati con Hong Kong (379,3 milioni di euro), Singapore (56,4 milioni di euro), Libano (10,6 milioni di euro), Seychelles (7,3 milioni di euro) e Isole Vergini britanniche (5,7 milioni di euro), segnala la NBS.

https://www.021.rs/story/Info/Srbija/284724/Srpske-firme-2020-iznele-u-poreske-rajeve-vise-od-milijardu-evra.html

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