I negoziati per definire il salario minimo per il prossimo anno dovrebbero iniziare ufficialmente il 10 agosto, con un certo anticipo rispetto agli anni precedenti. La Confederazione dei Sindacati Autonomi della Serbia (SSSS) ha dichiarato a Euronews Serbia di non aver ancora definito la propria piattaforma negoziale e che presenterà una proposta concreta entro la fine della settimana. Dall’altra parte, l’Unione dei Datori di Lavoro della Serbia ha reso noto che è in corso un sondaggio tra le imprese, i cui risultati costituiranno la base delle discussioni in seno al Consiglio socio-economico.
La SSSS si aspetta un aumento significativo del salario minimo, mentre l’Unione dei Datori di Lavoro ribadisce una posizione che sostiene da anni: il salario minimo, così come tutte le altre retribuzioni, può essere aumentato soltanto sulla base di presupposti statistici realistici.
Il presidente onorario dell’Unione dei Datori di Lavoro della Serbia, Nebojša Atanacković, ha dichiarato che durante il primo incontro le parti sociali presenteranno le rispettive posizioni, che saranno esaminate prima della riunione successiva. “Nel corso del prossimo incontro sarà definitivamente chiaro se esiste un consenso oppure no“, ha affermato Atanacković. Secondo Atanacković, non è del tutto chiaro perché il governo abbia tanta fretta di avviare i negoziati sul salario minimo, aggiungendo che la ragione potrebbe essere rappresentata dalle elezioni annunciate.
Anche il presidente della SSSS, Zoran Mihajlović, ritiene che le elezioni siano probabilmente il motivo per cui i negoziati iniziano prima del consueto. “Noi del sindacato non abbiamo ancora definito la piattaforma. Mercoledì terremo una riunione di lavoro durante la quale, sulla base dei parametri utilizzati per determinare il salario minimo, valuteremo quale dovrebbe essere, a nostro avviso, l’aumento per il prossimo anno. Entro la fine della settimana presenteremo una proposta più concreta“, ha dichiarato.
Di quanto aumenterà il salario minimo?
Atanacković sottolinea che la posizione dei datori di lavoro sull’entità dell’aumento del salario minimo è rimasta invariata da anni: il salario minimo, così come tutte le altre retribuzioni, può essere aumentato soltanto sulla base di presupposti statistici realistici, vale a dire della crescita prevista del PIL e dell’inflazione prevista. “In pratica, la somma di questi due indicatori determina la percentuale dell’aumento“, aggiunge.
Atanacković afferma che i sindacati chiedono sempre aumenti più consistenti, mentre i datori di lavoro sono al limite della sostenibilità economica e della possibilità di continuare a operare, auspicando che lo Stato compensi almeno in parte tale onere aumentando la quota di reddito esente da imposte.
A suo dire, i datori di lavoro chiedono da anni che vengano esentati dal pagamento delle imposte quelli che si trovano in difficoltà economiche e che corrispondono salari minimi o retribuzioni vicine al minimo. “Bisognerebbe tassare chi percepisce stipendi significativamente più elevati“, ha dichiarato Atanacković.
Se il salario minimo dovesse aumentare in misura significativa, secondo Atanacković un numero considerevole di imprese non sarebbe più in grado di proseguire la propria attività. “In precedenza, secondo i sondaggi, il 35% degli intervistati aveva dichiarato di non poter sostenere un ulteriore aumento del salario minimo, poiché l’aumento del minimo comporta inevitabilmente un incremento anche delle altre retribuzioni“, ha affermato Atanacković.
Le retribuzioni nel settore pubblico tornano al centro dei negoziati
Mihajlović ricorda che lo scorso anno il salario minimo è aumentato in misura maggiore rispetto alle altre retribuzioni, in particolare a quelle del settore pubblico, provocando una compressione salariale. “Questa volta dobbiamo fare in modo che la percentuale di aumento delle altre retribuzioni segua quella del salario minimo, affinché non si verifichi nuovamente una compressione salariale e il conseguente malcontento dei lavoratori del settore pubblico“, ha dichiarato. Ha aggiunto che la SSSS chiederà che gli stipendi nel settore pubblico vengano aumentati almeno nella stessa misura del salario minimo.
Atanacković osserva che i sindacati hanno già richiamato più volte l’attenzione, nell’ambito del Consiglio socio-economico, sul fenomeno della cosiddetta compressione salariale. “Quando aumenta il salario minimo, quest’ultimo finisce per avvicinarsi molto alle retribuzioni più elevate, perché per queste ultime non ci sono risorse sufficienti“, ha affermato. Secondo Atanacković, è paradossale che i sindacati chiedano ora che, insieme all’aumento del salario minimo, vengano incrementate in misura ancora maggiore anche le altre retribuzioni del settore pubblico. A suo avviso, ciò provocherebbe una forte inflazione.
La decisione sul salario minimo dovrà essere adottata entro il 15 settembre. Qualora il Consiglio socio-economico non raggiungesse un accordo, sarà il governo a stabilire l’importo del salario minimo.
(Euronews, 06.08.2026)
https://www.euronews.rs/biznis/biznis-vesti/236073/pregovori-o-minimalcu-pocinju-10-avgusta/vest
