Mrcela: “La Serbia non fa granché contro la corruzione, nuove scadenze in arrivo”

Marin Mrcela, presidente del GRECO (Gruppo di Stati contro la Corruzione), ha dichiarato che la Serbia avrà nuove scadenze per rispettare le raccomandazioni di questo organismo del Consiglio d’Europa.

“La procedura che il Gruppo ha intrapreso nei confronti della Serbia non è che quella usuale quando un paese non ottempera alle raccomandazioni del GRECO”, ha dichiarato Mrcela, che è anche vicepresidente della Corte Suprema di Croazia. “Purtroppo la Serbia è uno di quegli stati che non ha fatto molto in questo ambito”, ha aggiunto il magistrato.

A maggio di quest’anno è stato registrato uno stop alla lotta alla corruzione perché delle tredici raccomandazioni del GRECO, sette sono state rispettate in parte e sei per nulla. Mrcela ha dichiarato che ci si aspetta da Belgrado l’ulteriore documentazione entro il termine del 31 ottobre. “Le raccomandazioni alla Serbia riguardano modifiche alla Costituzione perché il Parlamento non dovrebbe essere coinvolto nella nomina di giudici e pubblici ministeri. Questo è lo standard: il potere legislativo e quello esecutivo non dovrebbero avere l’influenza che hanno adesso”.

A seguito della mancata ottemperanza di queste raccomandazioni è stata iniziata la procedura di infrazione contro la Serbia, come per altri paesi, quali Belgio, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Spagna i Turchia.

Le raccomandazioni inviate dal GRECO nel 2015 riguardano anche:

  • il miglioramento della trasparenza del processo parlamentare, che include scadenze precise per gli emendamenti e l’uso della procedura d’urgenza come eccezione e non come forma ordinaria di procedimento;
  • la necessità di introdurre regole chiare nei rapporti tra parlamentari e lobbisti, considerato l’alto rishcio di influenza impropria;
  • il rafforzamento dell’indipendenza della Corte Suprema e della Procura Generale, come anche la modifica alle modalità di selezione di giudici, presidenti di corte e pubblici ministeri. Viene richiesto di escludere il Parlamento da queste decisioni, focalizzandosi sul merito dei candidati, come anche sulla riforma del sistema giudiziario e del sistema di valutazione dei pubblici ministeri

Qualche passo in avanti nel frattempo vi è stato, come, ad esempio, la bozza di modifiche alla Costituzione e il progetto di legge sulle attività di lobbying. Tittavia proprio queste proposte sono state oggetto di critiche da parte degli esperti e le controversie in merito proseguono.

(Insajder, 28.10.2018, https://insajder.net/sr/sajt/vazno/12420/)

 

 

 

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