L’arte possiede un dono raro: toccarci e trasformarci. Non solo cambia la percezione dello spettatore, ma rimodella anche l’immagine stessa di una città. In questa occasione, la Torre di Avala diventa un luogo d’incontro e di straordinarie esperienze estetiche – una sorta di galleria a cielo aperto.
La Torre di Avala, uno dei simboli di Belgrado, fu distrutta durante i bombardamenti della NATO nell’aprile, proprio il mese in cui questo sito diventerà sede di una mostra collettiva di ben 60 artisti provenienti da Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Russia e Cuba.
La mostra, che riunisce pittori di sensibilità diverse in uno spazio espositivo non convenzionale, sarà inaugurata ufficialmente il 5 aprile alle ore 17.00.
Una delle più belle torri di telecomunicazioni d’Europa, la Torre di Avala, bombardata nel 1999, è stata – fino alla distruzione del World Trade Center a New York – la struttura più alta al mondo ad essere stata demolita. Misurava 202,87 metri. L’iniziativa per la ricostruzione della Torre di Avala ebbe inizio all’interno dell’Unione dei Giornalisti della Serbia (UNS) nell’ottobre 2002. A seguito del suo appello, più di 500 artisti e creatori serbi hanno partecipato all’iniziativa, tra cui pittori, scrittori, artisti teatrali e musicali, sportivi, tennisti e imprenditori.
(Politika, 02.04.2026)
https://www.politika.rs/sr/clanak/744214/izlozba-u-casu-pre-cuda-na-avalskom-tornju
