Moschea demolita a Belgrado: un secondo Savamala?

Le autorità di Belgrado hanno demolito una moschea non autorizzata nel quartiere di Zemun Polje, nonostante le proteste dei musulmani locali incluso il Mufti della città.

Una moschea, sorta illegalmente alla periferia di Belgrado, giace in rovina dopo che le autorità della città hanno proceduto alla sua demolizione durante la notte, nonostante le proteste dei musulmani locali. L’emittente televisiva N1 ha riferito che le forze di polizia hanno bloccato l’area fino a venerdì mattina.

Il Mufti di Belgrado, Mohamed Jusufspahic, ha condannato la demolizione notturna nel quartiere di Zemon Polje. Venerdì, sul suo profilo Facebook, ha definito l’operazione “un attacco ai musulmani in Serbia”.

Jusufspahic si è lamentato del fatto che le autorità della Serbia non hanno permesso alla comunità musulmana di erigere nuove moschee in città negli ultimi 50 anni.

Alcune persone sulle reti social hanno paragonato la demolizione notturna della moschea al caso di Savamala, quando individui mascherati, durante la notte del 25 aprile 2016, demolirono le abitazioni nel quartiere Savamala di Belgrado, presumibilmente per rendere possibile lo sviluppo del progetto Belgrade Waterfront, sostenuto e promosso dal governo.

Il caso Savamala ha scatenato enormi proteste e la questione della responsabilità dell’accaduto è diventata un tema politico rilevante.

La Serbia ha una popolazione musulmana significativa, soprattutto concentrata nell’area sud-occidentale di Sandzak, dove costituisce la maggioranza della popolazione.

(Maja Zivanovic, Balkan Insight, 26.05.2017)

http://www.balkaninsight.com/en/article/belgrade-authorities-demolished-illegally-built-mosque-05-26-2017#sthash.c3hujHpZ.dpuf

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