Momo Kapor, l’intramontabile Peter Pan della cultura serba: la mostra

La mostra “Momo, par lui-même” è stata inaugurata presso la Grande Galleria del Club Centrale Militare in occasione degli 80 anni dalla nascita del famoso scrittore e pittore serbo Momo Kapor.

Nel suo intervento durante l’inaugurazione, il Ministro della Cultura e dell’Informazione Vladan Vukosavljevic ha richiamato l’attenzione sulla rinascita del talento naturale di Kapor, notando quanto sia difficile enumerare tutti gli interessi di Momo Kapor.

“Era un giornalista, scrittore di viaggi, saggista, sceneggiatore, pittore, scrittore, tutto quello che si potrebbe essere coltivando un complesso intreccio di attività culturali del tempo e dell’epoca in cui visse. Momo Kapor era un uomo dai molti talenti, ma tutto ciò che ha fatto, lo ha colorato con particolare spirito, trasformando in oro tutto ciò che ha toccato”, ha dichiarato il Ministro, aggiungendo che Kapor ha aperto le porte del contatto con l’Occidente nel momento ideale, portando lo spirito di New York a Belgrado, insieme con il respiro delle metropoli mondiali.

“E’ difficile diventare un simbolo tipico di una metropoli e città come Belgrado; Jacques Prévert può esserlo diventato di Parigi. A Belgrado, è stato senza dubbio Momo Kapor”, secondo Vukosavljevic, che ha inoltre sottolineato quanto Momo Kapor fosse il Peter Pan di cultura serba, “un eterno ragazzo nel senso più positivo del termine, che aveva molti Capitan Uncino sulla sua strada, ma che è riuscito, con il suo talento magico, la sua abilità, la conoscenza, la bontà e la magnanimità a sconfiggere ciascuno di loro”.

Ljiljana Kapor ha osservato che “scrivendo sugli altri e dipingendoli, Momo lasciò in eredità a ogni occhio attento tutta la sua biografia, mai pubblicata, la sua visione della vita, delle persone, e del tempo”.

“La mostra mette a disposizione del pubblico frammenti di una striscia che stava elaborando su se stesso, dediche di libri a lettori noti o sconosciuti, fotografie che hanno avuto un significato profondo nascosto per lui, ed elementi cui ha conferito un valore sentimentale”, illustra Kapor, secondo la quale il quadro concettuale della mostra è influenzato anche dallo spazio geografico entro cui è stata incisa la storia personale di pittore e scrittore di Momo Kapor.

“La mostra riflette la ricca e dinamica vita da lui condotta in quelli che erano per lui più importanti toponimi geografici e semantici: Sarajevo, Belgrado, New York. In realtà, queste tre città si distinguono chiaramente nelle complesse tematiche della mostra. Sarajevo è legata alla sua infanzia, Belgrado al periodo della crescita e degli studi presso l’Accademia delle Arti, mentre New York, con il suo spirito libero e creativo, era una misura per determinare le proprie libertà”. Come aggiunge Kapor, la rarità di questa mostra è rappresentata dalle fotografie d’infanzia e dei suoi genitori, così come da una serie di documenti personali mai esposti prima al pubblico.

La mostra è concepita come una sorta di documentario e viaggio d’arte attraverso la vita di Momo Kapor e si basa sulla monografia omonima pubblicata nel 2008, e il cui titolo deriva dalla frase “par lui-même”, che significa ” da lui stesso”.

L’esposizione, con più di 30 disegni e dipinti ad olio dalla prima fase della pittura di Kapor durante i suoi studi presso l’Accademia delle Arti di Belgrado e più di 50 fotografie e documenti personali dall’archivio di “Momcilo Momo Kapor”, rimarrà aperta al pubblico fino al 27 aprile.

(Still in Belgrade, 24.04.2017)

http://stillinbelgrade.com/exhibition-works-momo-kapor-opens-momo-par-lui-meme/

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