Mogherini nuova Commissaria UE: le reazioni in Serbia

Dopo l’elezione della nostra Ministra degli Esteri al ruolo che è stato della Ashton, Belgrado ha inviato le proprie congratulazioni di rito, con l’auspicio che i rapporti con l’amministrazione comunitaria si mantengano corretti.

Quando, un mese fa, è stata a Belgrado, la Mogherini ha dichiarato che la Serbia deve seguire più da vicino la politica comunitaria nei confronti della Russia. Dalla nostra Ministra, nelle sue nuove funzioni, Belgrado si attende messaggi più positivi. “Non penso che la sua elezione sia per noi negativa, – sostiene Jadranka Joksimovic, Ministra senza portafoglio per l’adesione alla UE – al contrario. Abbiamo buone relazioni con i funzionari europei di politica estera e mi aspetto che la cooperazione continui a essere buona e costruttiva, soprattutto perché la Mogherini dalla sua posizione avrà il ruolo di proseguire e monitorare il dialogo di Bruxelles [con l’amministrazione kosovara, ndr.].

Saranno comunque molti di più i fattori che influenzeranno il rapporto tra Belgrado e Bruxelles; gli esperti ritengono che un’altra capitale avrà spazio nel processo decisionale. Aleksandra Joksimovic, del Centro per la politica estera, afferma che la politica regionale è condotta dalla Germania, che dirige non solo tale processo e i tempi dell’allargamento comunitario, ma anche la risoluzione delle questioni aperte nei Balcani Occidentali: “Le decisioni legate alla politica estera vengono sempre prese in modo molto più complesso, indipendentemente dal fatto che anche la personalità del Commissario ha un ruolo significativo”, conclude la Joksimovic.

L’inizio del mandato quinquennale della Mogherini coincide con le periodiche consultazioni dei Capi missione UE, che in queste occasioni si recano a Bruxelles. Tra di essi c’era anche Michael Davenport, che ha così avuto l’opportunità di fare la conoscenza della nuova Commissaria e di avere direttamente da lei eventuali nuove direttive. L’elezione della Mogherini è seguita naturalmente anche in Kosovo, dove la Vicepremier Edita Tahiri ritiene che le cose non cambieranno e che la UE proseguirà la propria politica estera.

(RTS, 01.09.2014)

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