Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Serbia ha dichiarato ieri sera che il post degli studenti in blocco sui social media, nel quale presentano ai cittadini delle “istruzioni” per votare all’estero, rappresenta un’attività malevola volta a esercitare pressioni politiche nell’ambito della campagna elettorale, e ha precisato che il 3 ottobre non è il termine per l’adozione delle decisioni relative al voto all’estero.
Il Ministero, “al fine di impedire la diffusione di disinformazione”, ha fornito chiarimenti in merito alle richieste per il voto all’estero e ha sottolineato che il sistema funziona nel modo seguente: i cittadini serbi che soggiornano temporaneamente all’estero, per esercitare il loro diritto di voto, devono avere un indirizzo di residenza regolarmente registrato in Serbia ed essere iscritti nel Registro elettorale unico, nonché presentare, tramite la rappresentanza diplomatico-consolare più vicina, una richiesta di iscrizione nel registro elettorale con l’indicazione che voteranno all’estero. Successivamente, l’ambasciata o il consolato trasmette per via elettronica, attraverso il sistema informatico, la relativa richiesta all’amministrazione comunale o municipale competente, autorizzata a decidere sulle richieste per il voto all’estero.
Il termine per presentare le richieste per votare all’estero scade alla mezzanotte del 3 ottobre 2026, secondo l’ora di Belgrado, ma ciò non significa che tale termine valga anche per l’adozione delle decisioni, che dipende innanzitutto dal momento in cui le richieste vengono trasmesse, poiché è necessario un certo tempo per la loro elaborazione da parte delle autorità competenti e per l’adozione delle decisioni. “È importante sottolineare anche che la decisione relativa al cambio del luogo di voto viene adottata dall’amministrazione comunale o municipale dopo che la Commissione elettorale della Repubblica ha adottato la decisione sull’apertura dei seggi elettorali all’estero”, si legge nella nota.
Il Ministero degli Affari Esteri sottolinea che la rete diplomatico-consolare della Serbia opera quotidianamente a pieno regime su questo compito, al fine di elaborare tutte le richieste pervenute, come dimostra il numero di decisioni adottate, che è il doppio rispetto al precedente ciclo elettorale, per cui non vi è assolutamente alcun motivo per diffondere false notizie su una presunta ostruzione. “Chi vorrebbe mettere tutto il popolo in ‘modalità ignora’ potrebbe imparare uno dei principi più antichi su cui si fonda il sistema giuridico: ignorantia iuris nocet – l’ignoranza della legge nuoce. Il fatto che siate rumorosi non significa che abbiate ragione. Anzi, nella maggior parte dei casi è proprio il contrario”, si legge nella nota.
Nei post sui social media con cui ieri hanno invitato i cittadini all’estero a registrarsi per votare, gli studenti in blocco hanno affermato che tutte le richieste di registrazione per il voto dalla diaspora ricevute entro la scadenza del 3 ottobre devono essere anche elaborate entro tale termine. Nel post di accompagnamento, gli Studenti in blocco hanno inoltre rivolto una lettera aperta alla rete diplomatico-consolare della Serbia, sostenendo che le rappresentanze diplomatico-consolari ostacolano la registrazione degli elettori della diaspora e chiedendo che le rappresentanze serbe entro il 3 ottobre “confermino che ogni richiesta di registrazione è stata elaborata e trasmessa al comune competente”, nonché che le rappresentanze “correggano ogni informazione inesatta trasmessa agli elettori, comprese le istruzioni contraddittorie sul luogo di voto”.
Fonte: NIN, 02.10.2026
