Migranti: 4100 nei centri di accoglienza in Serbia

La Giornata internazionale dei Migranti è stata occasione per fare il punto della situazione in Serbia, dove sono 4.100 i migranti registrati nei centri di accoglienza e circa 300 quelli in cammino lungo i confini del paese.

Dall’inizio della crisi dei migranti nel 2015, oltre un milione di persone sono transitate attraverso la Serbia e sebbene la rotta balcanica sia ormai chiusa, il flusso dei rifugiati non si è ancora arrestato.
Attualmente ci sono 4.100 migranti accolti in cinque centri permanenti per l’asilo e 13 centri di accoglienza in Serbia, nonostante la capacità programmata di queste strutture sia destinata all’accoglienza di un totale di 6.000 persone.
“Abbiamo accolto questo inverno senza grandi difficoltà. Abbiamo iniziato l’anno con più di 8.500 persone, 2.500 delle quali erano al di fuori dei centri, e in condizioni disumane”, ha spiegato il Commissario per i Rifugiati, Vladimir Cucic a RTS, puntualizzando: “Ora abbiamo 4.100 migranti nei centri e circa 300 a Belgrado, Subotica, Sid”. I centri sono tutti funzionanti e non sovraffollati, “c’è riscaldamento, i bambini sono vaccinati e frequentano la scuola”.
Commentando la persistente presenza di alcuni migranti soggiornanti nei parchi, Cucic ha espresso la convinzione che si tratti di persone manipolate da “alcune organizzazioni nazionali e internazionali che li stanno persuadendo che è meglio essere in un parco che in un caldo centro di accoglienza”.
Lidija Markovic, a capo dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni in Serbia, ha ricordato che non c’è mai stata più mobilità su scala globale e che oggi una persona su sette è migrante.
Stiamo assistendo, ha continuato, all’introduzione di politiche restrittive alle frontiere, violazione di diritti umani, e all’abbandono di persone nelle mani dei contrabbandieri.
“L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha avviato un dialogo a livello globale per ridefinire le politiche migratorie. Il dialogo globale implica un migliore coordinamento tra gli stati su una rotta, tra i paesi di origine e le destinazioni desiderate”, ha spiegato.
Markovic ha ricordato che la Serbia è aperta al dialogo con i suoi vicini e che è stata impegnata nell’applicazione di in un approccio umano sin dall’inizio della crisi dei migranti.
(In Serbia, 18.12.2017)

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