Migliora il rating della Serbia, ora paese a medio rischio

La società di informazioni creditizie “Dun and Bradstreet” ha comunicato che la Serbia è passata da un rating di un paese di alto rischio a un paese di medio rischio.

Come viene spiegato, al miglioramento del rating della Serbia hanno contribuito vari fattori economici e la stabilità politica.

Il rating di un paese dimostra il rischio insito nel fare affari in tal paese, nonchè offre un’informazione sull’efficienza dei pagamenti verso l’estero e sulla redditività degli investimenti potenziali.

Secondo le valutazioni di questa società, nella stessa categoria di rating in cui è entrata la Serbia appartengono anche Croazia, Bulgaria, Ungheria, Macedonia e Albania. Un miglior rating è appannaggio di Slovenia, Polonia, Romania, Lituania e Lettonia che sono caratterizzate come paesi a basso rischio, mentre il miglior rating tra i paesi dell’Europa orientale lo registrano Repubblica Ceca, Slovacchia ed Estonia.

A paragone con gli altri paesi europei, la Serbia si trova adesso nel gruppo assieme con l’Italia, Cipro, Portogallo e Turchia. “Il significativo afflusso di valuta estera in Serbia dovrebbe assicurare la crescita delle riserve finanziarie dello Stato nei prossimi mesi. Ci si aspetta il flusso principale di moneta dalle esportazioni i cui ricavi aumentano del 15,8% all’anno grazie agli investimenti esteri nel settore manifatturiero in Serbia, alla crescita dell’economia in Germania e al calo del valore di dinaro”, viene comunicato da “Dun and Bradstreet”.

E’ previsto che quest’anno il valore degli investimenti esteri diretti in Serbia sarà circa due miliardi di euro, a seguito delle grandi privatizzazioni e dell’arrivo di nuovi investimenti, mentre è indicato che non si possono trascurare neanche i fondi della diaspora serba che partecipa al prodotto interno lordo con circa 10%.

Atteso anche un maggior deflusso di capitali dalla Serbia “per il saldo del debito pubblico, i rimborsi agli investitori esteri e i flussi illegali di capitali fuori dal paese”. 

Nella graduatoria del 2015 relativa alla corruzione la Serbia si trova al 71esimo posto nel mondo. “Il governo intraprende passi importanti nella lotta contro la corruzione, però bisognerebbe focalizzarsi a una strategia maggiore, per render possibile agli investitori la comunicazione con le istituzioni statali durante la presentazione della richiesta per il rilascio delle licenze, pagamento delle tasse e altre operazioni”, viene comunicato nella relazione della casa “Dun and Bradstreet”.

(RTS, 22.05.2016.)

 

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