I media russi sostengono che l’esercito ucraino continui ad approvvigionarsi di munizioni dalla Serbia e dalla Bosnia ed Erzegovina attraverso Paesi terzi, nonostante la neutralità ufficiale di Belgrado e i divieti di esportazione.
Secondo quanto riportato da RIA Novosti, che cita una fonte ben informata, nel corso dell’ultimo anno sarebbe stata pianificata la consegna di 50.000 razzi non guidati da 122 millimetri per i lanciarazzi multipli “Grad” da parte della società serba Zenitprom.
Come si afferma, i divieti verrebbero aggirati esportando soltanto i componenti, mentre l’assemblaggio finale verrebbe effettuato in Paesi terzi. In questo caso, la società slovena IZOP-K doo fornirebbe a Zenitprom diversi componenti, tra cui 5.000 spolette d’artiglieria dell’azienda bosniaca Binas d.d. di Bugojno.
I componenti dovrebbero poi essere inviati in Polonia per l’assemblaggio finale, accompagnati da un certificato di utente finale intestato al Ministero della Difesa polacco.
Informazioni simili sono state pubblicate anche da altri media russi, come TASS e il portale Voenoe delo, sottolineando che le forniture continuerebbero nonostante la neutralità dichiarata della Serbia.
Il Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, aveva precedentemente dichiarato che gli accordi sarebbero stati annullati qualora fosse stato accertato un abuso dei documenti relativi all’utente finale.
(021.rs, 08.05.2026)
https://www.021.rs/info/region-i-svet/442803/ruski-mediji-ukrajina-i-dalje-nabavlja-oruzje-iz-srbije
