Il senatore McCain in visita a Belgrado

Il senatore statunitense John McCain è arrivato lunedì a Belgrado, dove ha incontrato il Primo Ministro serbo e neo-eletto presidente Aleksandar Vucic.

Rivolgendosi ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa congiunta, tenutasi dopo la riunione presso Villa Mir a Belgrado, Vucic ha riferito di aver avuto con McCain “un pranzo di lavoro di successo”, e ha aggiunto che la conversazione “è andata in tre direzioni”: “In primo luogo, la questione del mantenimento della pace e della stabilità nella regione. In secondo luogo, le nostre relazioni bilaterali. In terzo luogo, la partecipazione della Serbia alle tendenze globali e le nostre prese di posizione su questioni importanti del mondo. Abbiamo parlato del nostro investimento a livello di tempo e forza nel preservare la pace, dei nostri sforzi per continuare al più presto possibile il dialogo con il Kosovo a Bruxelles, e della costruzione delle migliori relazioni possibili con Montenegro, Macedonia e Albania”.

Vucic ha aggiunto che l’incontro ha riguardato anche “le operazioni di pace, il cammino europeo della Serbia, i rapporti reciproci tra i due paesi. Abbiamo avuto otto esercitazioni congiunte nel 2016, ne abbiamo sei o sette in programma per il 2017, e oltre un centinaio di attività congiunte. Si tratta di una buona cooperazione”, ha osservato Vucic, il quale ha ribadito, durante l’incontro, che la Serbia non intende partecipare a qualsivoglia blocco militare.

“Ringrazio McCain per la visita, e per aver espresso la sua preoccupazione per i Balcani occidentali. I miei ringraziamenti a lui anche per aver ascoltato da noi e senza difficoltà parole diverse da quelle che si potrebbero sentire in altri paesi della regione”, ha concluso Vucic, affermando che il senatore americano è “sempre benvenuto in Serbia”.

Vucic aveva annunciato la visita di McCain domenica nel corso di una conferenza stampa, in occasione della quale aveva anticipato che la conversazione si sarebbe concentrta su “la posizione della Serbia in relazione al Kosovo e Metohija”, e anche sulla “posizione della Serbia riguardo la Siria, cioè sull’orientamento della politica estera della Serbia”. In merito al Kosovo, Vucic aveva aggiunto che “non è facile parlare ora, dopo le dichiarazioni di Daut Haradinaj e Hashim Thaci, e gli appelli agli albanesi in Macedonia a prendere la situazione nelle proprie mani”. Recentemente Daut Haradinaj ha dichiarato che, nel caso suo fratello Ramush Haradinaj venisse estradato in Serbia, “non un solo serbo rimarrà in Kosovo”.

McCain, dal canto suo, ha sottolineato che la pace in Europa significa stabilità negli Stati Uniti, ha garantito il fermo sostegno del suo paese e assicurato che, al suo rientro negli Stati Uniti, provvederà a comunicare ai suoi colleghi del Senato, “al presidente, e al popolo americano”, che tutto ciò che accade in Europa orientale è “di vitale importanza per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

Il senatore McCain si è congratulato con Vucic per la sua recente vittoria delle elezioni presidenziali, e per le “riforme economiche e i progressi compiuti nel cammino verso l’Unione europea”, esprimendo entusiamo all’idea di lavorare con Vucic, al fine di compiere ulteriori progressi e consentire alla Serbia di entrare nell’UE, perchè “la Serbia è una forza per la riconciliazione in Europa orientale”.

McCain si è dichiarato ottimista circa l’importanza che l’integrazione della Serbia nell’UE si “cristallizzi” nel corso del tempo, ma ha aggiunto di essere “preoccupato a causa del comportamento della Russia nella regione e del tentativo di rovesciare il governo nel vicino Montenegro”. Un altro campo in relazione al quale il senatore degli Stati Uniti vede “il coinvolgimento chiaro” della Russia è il conflitto in Siria, ed ha espresso la speranza che la Siria abbandoni “questo tipo” di comportamento, “in cooperazione con la Russia.”

McCain ha riferito inoltre di aver discusso con Vucic dell’importanza rivestita dal dialogo tra Belgrado e Pristina sotto gli auspici dell’Unione europea, nel contesto del quale sono stati compiuti progressi “grazie al Presidente Tomislav Nikolic e al Primo Ministro Aleksandar Vucic”. Il senatore ha aggiunto che gli Stati Uniti sono tra i “partner militari più attivi della Serbia”, e ha ringraziato il paese per la partecipazione alla “coalizione anti-IS,” e per essere “uno dei partner più attivi dell’America nelle esercitazioni congiunte”.

In quanto ex pilota, il funzionario statunitense ha colto l’occasione per offrire le sue condoglianze alle famiglie dei due piloti serbi che hanno perso la vita venerdì a seguito dello schianto di un aereo militare. Secondo quanto riportato da Reuters, a Belgrado McCain, che presiede il Comitato del Senato degli Stati Uniti sui Servizi Armati, ha partecipato inoltre ad una esercitazione congiunta tra l’Unità di polizia speciale serba SAJ, un distaccamento delle Operazioni di comando speciale degli Stati Uniti e un’unità militare dalla Slovenia.

Alla richiesta di commentare il recente presunto attacco chimico in Siria, il senatore ha dichiarato di credere che i russi fossero a conoscenza della presenza di armi chimiche in Siria, e che il suo paese mostrerà loro che “questo tipo di crimini di guerra è inaccettabile. Formeremo coloro che lottano contro il presidente siriano Bashar al-Assad. In primo luogo, ai russi dovrebbe essere vietato il decollo dalle zone da cui sono stati effettuati questi attacchi, in secondo luogo è necessario avviare colloqui di pace in modo che Assad e il Presidente russo Vladimir Putin comprendano che non possono vincere in questo campo di battaglia”.

La visita a Belgrado del senatore degli Stati Uniti è parte del suo tour dei Balcani occidentali.

(b92,10.04.2017)

http://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2017&mm=04&dd=10&nav_id=100986

http://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2017&mm=04&dd=10&nav_id=100976

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