McAllister: adesione Serbia richiede normalizzazione con il Kosovo

Il relatore del Parlamento europeo per la Serbia, David McAllister, ha affermato che i negoziati sull’adesione della Serbia all’Unione europea richiedono “un impegno costante per migliorare le relazioni con il Kosovo”.

Come McAllister ha dichiarato ai giornalisti della redazione belgradese di “Kurir”, questo processo dovrebbe gradualmente portare alla normalizzazione del rapporto tra le due parti, con entrambe le parti in grado di “esercitare i propri diritti e di adempiere alle proprie responsabilità”.

“La normalizzazione dei rapporti dovrebbe andare a beneficio dei cittadini della Serbia e del Kosovo ed è di fondamentale importanza per la preservazione della pace e della stabilità nella regione”, ha ribadito McAllister in un’intervista rilasciata a “Kurir”, accogliendo positivamente la proposta del Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, per avviare un dialogo nazionale su questo tema.

Il relatore del Parlamento europeo puntualizza che l’Unione non forzerà né Belgrado né Pristina ad intraprendere l’iniziativa e sottolinea che “una normalizzazione sostenibile delle relazioni non sarà mai raggiunta con la forza, ma con il reciproco accordo di entrambe le parti”.

A proposito dell’apertura di nuovi capitoli nei negoziati di adesione della Serbia, McAllister esprime la convinzione secondo cui, concentrando le energie sul percorso di adesione e sull’attuazione delle riforme, si potrebbero creare le condizioni affinché capitoli aggiuntivi siano aperti quest’anno. Emerge inoltre che gli stati membri hanno chiarito che permane la necessità di un progresso sostenibile soprattutto in relazione ai capitoli 23 e 24.

In relazione a cosa dovrebbe cambiare nelle relazioni tra Serbia e Russia nel caso in cui si completasse il percorso di adesione, il relatore ha ricordato che, nell’ambito del Capitolo 31, la Serbia dovrebbe progressivamente allineare la sua politica estera e do sicurezza con quelle dell’UE.

McAllister ha anche commentato lo stato dei media in Serbia, dicendo che le minacce, la violenza e l’intimidazione dei giornalisti continuano a rappresentare un problema preoccupante.

Alla domanda su come valutare le attività dell’opposizione in Serbia e di quali consigli necessiterebbe, il relatore afferma di non credere che i leader dei partiti di opposizione necessitino del suo consiglio, concludendo però che la presenza di una forte opposizione è essenziale per la sopravvivenza di qualsiasi democrazia.

(b92, 18.09.2017)

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