Materiali da costruzione: il mercato nero degli scarti

Un numero ingente di piastrelle, blocchi o mattoni utilizzati per costruire case, strutture commerciali ed edifici residenziali in Serbia proviene dal mercato nero: ufficiosamente, è quanto riferiscono i produttori di materiali da costruzione.

Tuttavia, sembra non esistere alcun rapporto preciso attestante la quantità di materiali da costruzione di bassa qualità in circolazione.

I consumatori serbi spesso pensano che importare materiali da costruzione dall’estero garantisca una migliore qualità, ma non è insolito che scarti vengano venduti come le migliori piastrelle in ceramica italiane e spagnole.

Gli esperti sostengono che i consumatori dovrebbero pretendere dai fornitori dei materiali da costruzione un certificato di qualità da parte dei laboratori accreditati o istituzioni per il controllo della qualità.

Il Segretario Generale dell’Associazione per l’Edilizia, l’industria dei materiali da costrizione e l’edilizia residenziale della Camera di Commercio serba, Jovo Krstovic, conferma l’esistenza di un fiorente mercato nero nel settore dei materiali da costruzione.

“Le persone stanno vendendo prodotti di dubbia qualità e i materiali importati vengono raramente testati per la qualità. Le autorità doganali serbe non sono tenute a controllare fisicamente il prodotto, ma solo a controllare se questo è accompagnato da regolare documentazione. I laboratori accreditati effettuano i test rilevanti, ma ancora, prodotti di qualità molto inferiore a quelli testati vengono venduti. Quindi, è fondamentale avere più ispettori sul campo”, spiega Krstovic.

L’Amministratrice delegata di Keramika Kanjiža, produttore serbo di piastrelle in ceramica, Ivana Veselinovic, sostiene che ogni pezzo che lascia la fabbrica, prima di giungere nei negozi, deve essere testato ed avere un certificato adeguato. Tale procedura, però, non viene applicata ai prodotti importati: “La gente acqista scarti dai produttori dei materiali da costruzione europei, poi li pubblicizzano come italiani o spagnoli, e li vendono a basso prezzo prima che almeno gli ispettori ne testino la qualità. E’ sufficiente che almeno l’1% o il 2% dei prodotti non certificati, di bassa qualità, vengano inseriti sul mercato per causare in realtà una seria confusione”.

(Vecernje Novosti, 04.02.2017)

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/ekonomija/aktuelno.239.html:648212-Skart-prodaju-kao-ekstrakvalitet

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