Marta Kos sull’adozione delle leggi sulla giustizia: un serio passo indietro nel percorso europeo della Serbia

La commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, ha valutato ieri che l’approvazione, da parte dell’Assemblea nazionale della Serbia, di leggi che limitano l’indipendenza della magistratura rappresenta un serio passo indietro nel percorso europeo della Serbia.

“In un momento di grande progresso per l’allargamento, in cui Montenegro e Albania avanzano rapidamente, la Serbia rischia di muoversi nella direzione opposta. Non è questo ciò che desideriamo“, ha scritto Kos sul social network X.

L’Assemblea nazionale della Serbia ha approvato ieri le proposte di modifica delle leggi in materia di giustizia presentate dal deputato del Partito Progressivo Serbo (SNS) Uglješa Mrdić. Si tratta della proposta di legge sulle sedi e le circoscrizioni dei tribunali e delle procure pubbliche, delle modifiche alla legge sul Consiglio Superiore della Magistratura requirente, delle modifiche e integrazioni alla legge sull’organizzazione e sulle competenze degli organi statali per la lotta contro la criminalità informatica, nonché delle modifiche e integrazioni alla legge sulla procura pubblica e a quella sui giudici.

La procuratrice Bojana Savović ha dichiarato al quotidiano Danas che l’adozione di modifiche di legge così rilevanti mediante procedura d’urgenza, senza un dibattito pubblico – una prassi più volte criticata dalla Commissione europea – dimostrerebbe l’atteggiamento delle autorità, che non sarebbero affatto interessate allo stato di diritto né al parere della comunità professionale. “Le proposte di legge rappresentano un passo indietro rispetto al rafforzamento dell’autonomia dei pubblici ministeri e una tendenza alla centralizzazione dell’influenza, poiché viene nuovamente rafforzata la posizione dei presidenti dei tribunali e dei capi delle procure pubbliche“, afferma Savović.

Un problema particolare, secondo la procuratrice, riguarda le modifiche alle competenze della Procura per la criminalità informatica. “La tendenza a sottoporre anche il Dipartimento per la criminalità informatica, competente sull’intero territorio nazionale, a un controllo ancora più forte da parte del procuratore capo della Procura superiore di Belgrado, Nenad Stefanović, dimostra la volontà delle autorità di sopprimere completamente la libertà di espressione e la critica legittima di tutti gli attori sociali che si manifesta sui social network“, sottolinea Savović.

Sull’insieme delle leggi sulla giustizia proposte dal deputato del Partito Progressivo Serbo (SNS) Uglješa Mrdić, il quotidiano Danas aveva già messo in guardia due settimane fa, quando i testi erano stati inseriti all’ordine del giorno dell’Assemblea, evidenziando le possibili conseguenze non solo per il sistema giudiziario in Serbia, ma anche per il funzionamento del sistema socio-politico del Paese. Mrdić, che è presidente della commissione parlamentare per la giustizia, ha più volte dichiarato pubblicamente che la motivazione delle sue proposte di legge risiede nel fatto che alcune parti della procura si sarebbero “sottratte al controllo dello Stato”, indicando in particolare la procuratrice suprema Zagorka Dolovac e il procuratore capo della Procura per la criminalità organizzata Mladen Nenadić.

(Danas, 28.01.2026)
https://www.danas.rs/vesti/politika/kos-pravosudni-zakoni-evropski-put/

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